Soft clubbing, il nuovo modo di vivere la discoteca: al mattino e senza alcol

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Soft clubbing, il nuovo modo di vivere la discoteca: al mattino e senza alcol

| 15/04/2026
Fonte: Pexels

Il nuovo modo di fare festa: meno hangover e più colazione

  • Il soft clubbing è un nuovo modo di vivere la discoteca: si balla di giorno, spesso al mattino, senza alcol e senza fare le ore piccole
  • Il fenomeno è legato soprattutto alla Gen Z, più attenta al benessere e meno interessata agli eccessi della nightlife tradizionale
  • Negli eventi di coffee clubbing al posto dei cocktail si bevono caffè, kombucha, mocktail ed estratti mentre si ascoltano dj set
  • Il trend è nato nelle capitali del clubbing come Londra e Berlino e dopo la pandemia si è diffuso sempre più anche in Europa
  • In Italia eventi simili si tengono soprattutto a Milano, Roma e altre città, spesso in spazi insoliti come caffetterie, mercati o centri culturali

 

La discoteca non è più necessariamente una questione di notte fonda, luci stroboscopiche e rientri all’alba. Negli ultimi anni si è diffusa una nuova tendenza che sta cambiando le regole del divertimento urbano: il soft clubbing, cioè ballare di giorno e spesso completamente sobri.

In questi eventi la musica elettronica resta protagonista, ma cambiano orari e atmosfera. Le feste iniziano la mattina o nel pomeriggio, a volte addirittura all’ora della colazione. Non è raro vedere persone ballare sotto cassa con cappuccino e cornetto in mano, invece dei classici drink. Il fenomeno è spesso chiamato anche coffee clubbing, brunch rave o morning rave. L’idea è semplice: mantenere l’energia della musica house o techno, eliminando però gli eccessi che storicamente accompagnavano la nightlife.

Niente vodka: spazio a caffè, mocktail e kombucha

La differenza più evidente riguarda proprio ciò che si beve. I tradizionali cocktail della discoteca lasciano spazio a bevande analcoliche, come mocktail, kombucha, estratti e caffè di qualità. Questo approccio riflette un cambiamento più ampio nelle abitudini dei giovani. La Gen Z mostra infatti un interesse crescente per uno stile di vita più equilibrato, legato alla cultura del wellness, tra yoga, skincare e attività salutistiche. In questo contesto il soft clubbing diventa una forma di socialità meno estrema. Si balla, si ascolta musica e si incontrano persone, ma senza la stanchezza e i postumi della sbornia del giorno dopo.

Il fenomeno non nasce in Italia. Londra e Berlino, storiche capitali della musica elettronica, hanno iniziato a sperimentare eventi diurni già circa dieci anni fa, spesso in spazi ibridi tra club, café e centri culturali. Dopo la pandemia la tendenza ha accelerato e oggi il soft clubbing si trova in molti contesti diversi: caffetterie, mercati, panetterie, librerie o spazi industriali riconvertiti. Negli Stati Uniti, secondo alcune ricerche, gli eventi di coffee clubbing sono aumentati del 478%, segno di un cambiamento reale nel modo di vivere la musica e il tempo libero.

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Milano laboratorio italiano del nuovo clubbing

In Italia la città che ha intercettato prima questo trend è Milano. Tra gli eventi più noti c’è l’m2o Morning Club, che ha portato centinaia di persone a ballare alla Fabbrica del Vapore la domenica mattina, tra dj set e ospiti come Jovanotti. Ma non è l’unico esempio. Collettivi come Fame Club organizzano dj set diurni in luoghi insoliti come caffetterie, latterie o mercati. Iniziative simili si sono viste anche a Roma, Torino, Bologna, Genova e Monza. Non partecipano solo ventenni. Molti eventi attirano soprattutto trentenni e quarantenni, persone che amano la musica elettronica ma preferiscono divertirsi senza passare l’intera notte in discoteca. Una festa che inizia al mattino, in fondo, permette ancora di ballare. Ma con la prospettiva di tornare a casa prima di cena.

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