Il ragazzo ha un lavoro stabile e ben retribuito e, fin da subito, le dice di non volere che lei lavori. Stefania, all’epoca impiegata in un’occupazione precaria e sottopagata, accetta, pensando di cercare comunque in futuro almeno un impiego part-time. Ma con il passare del tempo, la situazione cambia: l’uomo inizia a manifestare un controllo sempre più evidente su di lei, opponendosi fermamente a ogni suo tentativo di trovare un’occupazione.
Ciò che inizialmente sembrava cura, diventa pian piano un controllo soffocante. La nostra amica si rende conto che quell’atteggiamento non ha più nulla a che fare con l’amore, ma assomiglia sempre più a una forma di imposizione. Ogni gesto viene monitorato, ogni decisione filtrata dalla volontà di lui.




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