Il Polo Sud del Sole si fa finalmente vedere
- La sonda Solar Orbiter ha fotografato per la prima volta il Polo Sud del Sole
- Le immagini offrono un’angolazione inedita rispetto a quella dell’equatore
- Si studia il comportamento del campo magnetico durante il massimo solare
- Gli scienziati hanno misurato movimenti nella zona di transizione grazie allo spettrometro SPICE
- I dati raccolti aiuteranno a comprendere la dinamo solare e i futuri cicli di attività
Siamo abituati a vedere il Sole sempre dalla stessa angolazione, come un influencer che posta solo il suo lato migliore. Ma finalmente, grazie alla missione Solar Orbiter dell’Agenzia Spaziale Europea, qualcosa è cambiato: ora abbiamo uno scatto inedito del suo Polo Sud. Niente filtri, solo plasma. Il 23 marzo 2025, la sonda ha inviato immagini da 17 gradi fuori dall’equatore solare, permettendo di osservare ciò che, finora, era rimasto nell’ombra.
Una piccola deviazione per un satellite, un grande passo per l’astrofisica. Questi dati, secondo gli scienziati dell’ESA, aprono una nuova fase nello studio dell’attività solare, soprattutto perché arrivano durante il famigerato massimo solare, quel periodo del ciclo undecennale in cui il Sole decide di esagerare un po’.
Massimo solare e tempeste spaziali: cosa ci offre il Polo Sud del Sole
Durante il massimo solare, il nostro amato astro si agita parecchio. Il suo campo magnetico va in crisi esistenziale, si rimescola e si riorganizza, dando vita a eruzioni violente e a spettacolari tempeste magnetiche. Queste non sono solo belle da vedere (da lontano), ma possono disturbare satelliti e reti elettriche sulla Terra.
La vera chicca della missione? Lo spettrometro SPICE. No, non è una nuova spezia di moda, ma uno strumento in grado di misurare i movimenti dei materiali tra la superficie e la corona solare. In quella zona di transizione le temperature fanno il salto da 10mila a centinaia di migliaia di gradi. Grazie all’effetto Doppler, si può capire meglio come nasce il vento solare e come si comporta il campo magnetico.
Finalmente uno sguardo ai poli: dati preziosi per il futuro
Fino ad oggi, lo studio del Sole era un po’ come fare previsioni del tempo guardando solo da una finestra: mancavano dati fondamentali. In particolare, i poli solari erano un punto cieco. I nuovi scatti e le analisi aiutano ora a colmare questo vuoto, soprattutto per capire il funzionamento della dinamo solare, il meccanismo che genera e regola i campi magnetici del Sole.
E non è finita qui: la sonda continuerà ad alzare il tiro. Nei prossimi anni, la sua orbita verrà inclinata fino a 33 gradi entro il 2029. Più altezza, più dettagli, più comprensione di un sistema che, nonostante sia il motore della vita sulla Terra, resta in gran parte misterioso.
Sole geloso dell’Artico? Ora ha anche lui il suo studio polare
Il Sole ha sempre avuto un debole per i riflettori, ma solo ora mostra un lato più riservato. Grazie alla Solar Orbiter, possiamo finalmente scrutarlo sotto nuove luci, o meglio, nuovi angoli. E a quanto pare, questa visione alternativa è destinata a rivoluzionare l’intera comprensione dell’attività solare e della sua influenza sul nostro pianeta.
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Quindi, se nei prossimi anni i satelliti inizieranno a tremare o le aurore boreali diventeranno più frequenti, sapremo almeno a chi dire grazie. Spoiler: non a Mercurio retrogrado, ma al nostro instabile e affascinante Sole.

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- https://www.geopop.it/osservato-per-la-prima-volta-nella-storia-il-polo-sud-del-sole-ecco-le-immagini-dalla-sonda-solar-orbiter/
- https://www.wired.it/article/sonda-solar-orbiter-esa-prime-immagini-del-polo-sud-del-sole-della-storia/
- https://www.economiadellospazio.it/solar-orbiter-fotografa-poli/
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