La bizzarra evoluzione di un predatore che sceglie di strisciare sui coralli
- Al largo della costa sud-orientale della Papua Nuova Guinea è stato individuato l’Hemiscyllium dudgeonae, un insolito pesce che si sposta camminando
- I ricercatori dell’Università della Sunshine Coast hanno analizzato la scoperta pubblicandola sul Journal of the Ocean Science Foundation
- L’ecologa Christine Dudgeon ha ispirato il nome dell’animale, ribattezzato dai residenti kadedekedewa, ovvero squalo pigro, per la sua lentezza
- Il predatore ha un mantello a macchie bianche e sopravvive in pozze quasi prive di ossigeno rallentando in modo strategico il proprio battito cardiaco
- La sopravvivenza di questa specie è pesantemente minacciata dal rapido cambiamento climatico, dal degrado dell’habitat e dallo sbiancamento dei coralli
Dimenticatevi per un momento la terrificante pinna dorsale che sfreccia minacciosa a pelo d’acqua nei celebri film hollywoodiani. Al largo della costa sud-orientale della Papua Nuova Guinea è emersa una creatura che preferisce di gran lunga la comodità alla velocità. Si tratta dell’Hemiscyllium dudgeonae, un predatore che ha deciso di snobbare le frenetiche nuotate oceaniche per adottare uno stile di vita decisamente più rilassato. I ricercatori dell’Università della Sunshine Coast hanno recentemente documentato questa stranezza biologica, pubblicando i risultati del loro affascinante studio tra le pagine della rivista specializzata Journal of the Ocean Science Foundation.
Il dettaglio anatomico che rende questo animale un vero e proprio unicum nel regno acquatico è l’utilizzo delle sue pinne pettorali come zampe rudimentali. Invece di cacciare nel blu profondo, questo animale in miniatura trascorre le sue giornate a strisciare placidamente sulle barriere coralline, esplorando le pozze di marea con una calma invidiabile. Proprio per via di questo suo incedere flemmatico e per nulla aggressivo, gli abitanti del luogo lo hanno affettuosamente ribattezzato con il termine kadedekedewa, un vocabolo locale che si traduce letteralmente e comicamente con l’espressione squalo pigro.
Un look a macchie bianche e l’omaggio accademico all’ecologa scopritrice
Oltre alle sue inusuali abitudini motorie, il nostro rilassato abitatore dei fondali si fa notare anche per un guardaroba estetico decisamente fuori dal comune. A differenza dei suoi simili che di solito sfoggiano un classico mantello con macchie a leopardo, questa specie si distingue per un’elegante livrea caratterizzata da righe e macchie bianche. Questo particolare pattern cromatico, segnalato anche dal portale Vice, lo rende non solo facilmente identificabile dai biologi marini, ma gli conferisce un aspetto stravagante che si abbina perfettamente alla sua andatura ciondolante e poco convenzionale.
L’identità ufficiale di questo placido nuotatore mancato porta con sé una bella storia di dedizione accademica e di attenta ricerca sul campo. Il nome scientifico assegnato alla specie rappresenta infatti un doveroso omaggio all’ecologa Christine Dudgeon, l’intrepida scienziata che per prima è riuscita nell’impresa di catturarne e studiarne un esemplare dal vivo. Grazie al suo intuito esplorativo, la comunità scientifica ha potuto finalmente catalogare le peculiarità morfologiche di un essere vivente che, pur avendo a disposizione un intero oceano, ha scelto di godersi il paesaggio facendo due passi tra i coralli.
Cuore al rallentatore e un habitat fatato messo a rischio dal clima
L’estrema lentezza di questo animale nasconde in realtà una capacità di sopravvivenza eccezionale che ha sorpreso l’intera comunità scientifica internazionale. Le pozze in cui ama stazionare diventano spesso ambienti ostili con pochissimo ossigeno a disposizione, condizioni che risulterebbero fatali per la stragrande maggioranza della fauna ittica. Per far fronte a questa carenza, il nostro bizzarro amico ha sviluppato un meccanismo biologico stupefacente: riesce ad adattare il proprio organismo rallentando il battito cardiaco, entrando in una sorta di risparmio energetico che gli permette di superare illeso i momenti di magra respiratoria.
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Purtroppo, neanche questi notevoli superpoteri fisiologici sembrano sufficienti a garantire un futuro tranquillo a questa straordinaria meraviglia dell’evoluzione marina. L’animale vive infatti confinato all’interno di un’area geografica estremamente ristretta, fattore che lo rende un bersaglio molto fragile per le minacce ecologiche contemporanee. La sua continuità è infatti fortemente a rischio a causa del cambiamento climatico, che porta con sé il drammatico degrado dell’habitat naturale e l’inesorabile sbiancamento dei coralli. Senza interventi mirati e tempestivi, rischiamo di perdere per sempre il pesce che ha preferito la passeggiata alla nuotata.

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