Anche stare seduti fa bene al cervello (ma solo se lo fai in questo modo)

Rebecca Manzi

Anche stare seduti fa bene al cervello (ma solo se lo fai in questo modo)

| 24/03/2026
Fonte: Pexels

Seduti ma svegli: come far lavorare il cervello senza alzarsi

  • Non tutte le ore seduti sono uguali: alcune attività stimolano il cervello mentre altre lo appesantiscono
  • Passatempi come leggere, scrivere, puzzle o giochi di carte migliorano memoria e capacità di ragionamento
  • Lavorare al computer o svolgere compiti cognitivamente attivi protegge le funzioni esecutive
  • Modi passivi di stare seduti, come guardare la TV, aumentano il rischio di declino cognitivo
  • La scelta di attività mentali stimolanti durante la seduta può diventare una vera “ginnastica cerebrale” quotidiana

 

Passare ore seduti non è necessariamente una condanna per il cervello. Gli studi recenti dell’Università del Queensland e pubblicati sul Journal of Alzheimer’s Disease evidenziano una differenza fondamentale tra sedentarietà attiva e sedentarietà passiva. Leggere un libro, scrivere, fare puzzle o giocare a carte non è semplicemente “stare fermi”: queste attività reclutano le funzioni cognitive, stimolando memoria, pianificazione e capacità di organizzazione.

Al contrario, rimanere ore sul divano a guardare la TV o scrollare senza scopo i social non fa che aumentare il rischio di declino cognitivo e demenze. In pratica, il cervello non ama l’inerzia mentale tanto quanto la nostra schiena teme le ore senza movimento.

La mente al comando: il valore dei compiti cognitivi

Secondo i ricercatori, chi riesce a integrare compiti cognitivi attivi mentre resta seduto ottiene benefici reali. La memoria di lavoro, quella capacità di gestire più informazioni contemporaneamente, ne guadagna, così come la flessibilità nel ragionamento e la capacità di risolvere problemi complessi. Svolgere mansioni mentalmente stimolanti è un vero e proprio allenamento cerebrale, senza bisogno di tapis roulant o palestra.

Non serve passare ore a pianificare strategie complesse: attività quotidiane come scrivere una lista, giocare a carte o completare un cruciverba sono sufficienti per dare al cervello uno stimolo concreto. La differenza tra un’attività utile e una dannosa risiede nell’intenzionalità: lo stesso gesto, seduti, può essere nutriente o logorante per la mente a seconda di quanto impegno cognitivo richiede.

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Un consiglio pratico per la vita di tutti i giorni

Paul Gardiner, tra gli autori dello studio, sottolinea come la maggior parte delle persone trascorra moltissimo tempo seduta, e dunque il motivo per cui stiamo fermi conta quanto la postura stessa. La soluzione non è eliminare le ore di sedentarietà, ma scegliere di trasformarle in momenti attivi per la mente. Leggere un articolo, scrivere un diario, cimentarsi in giochi di logica o lavorare a un progetto creativo sono tutte strategie che permettono di far “lavorare” il cervello anche da seduti. In altre parole, il divano non è nemico del cervello, purché il cervello non resti passivo. Sedersi diventa così una scelta intelligente, trasformando il tempo apparentemente immobile in allenamento cognitivo quotidiano, divertente e sorprendentemente benefico.

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