L’amico ammette di essere rimasto scioccato e di aver provato una sensazione di incredulità mista a rabbia. Racconta di aver pensato che quel comportamento fosse un segnale preoccupante, quasi pericoloso, e di aver iniziato a chiedersi come fosse possibile convivere con una persona capace di arrivare a tanto.
Nel suo racconto, spiega anche di avere il sonno molto pesante — tanto che, come scrive ironicamente, “potrebbero operarlo nel sonno e non se ne accorgerebbe” — motivo per cui non si era accorto di nulla durante la notte. Solo leggendo i messaggi della mattina successiva ha capito che qualcosa di assurdo era accaduto.




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