Non è solo una posa elegante: termoregolazione, risparmio energetico e biomeccanica
- Stare su una zampa sola aiuta gli uccelli a ridurre la dispersione di calore
- Le zampe, prive di piume, sono una delle principali fonti di perdita energetica
- Il comportamento è comune soprattutto tra specie acquatiche e in ambienti freddi
- La postura richiede pochissimo sforzo grazie a un meccanismo articolare stabile
- Anche piccoli uccelli possono adottarla in caso di vento o basse temperature
Fenicotteri immobili su una zampa sola sembrano usciti da una cartolina esotica, ma dietro quella posa elegante c’è ben poco di decorativo. Stare su una zampa sola è un comportamento diffuso tra moltissime specie di uccelli e risponde a esigenze molto concrete, legate soprattutto alla sopravvivenza.
Non si tratta di un vezzo né di un esercizio di equilibrio: è una strategia che entra in gioco soprattutto quando fa freddo o quando gli animali trascorrono molto tempo fermi, spesso in acqua. Le zampe, prive di piume, rappresentano infatti una via privilegiata di dispersione del calore. Sollevarne una e ripiegarla sotto il piumaggio significa proteggerla e ridurre la perdita di energia.
Termoregolazione e risparmio energetico
Il motivo principale di questa postura è la termoregolazione. Le zampe sono esposte all’aria, al vento e all’acqua fredda e, quando l’uccello è fermo, diventano un punto critico per la perdita di calore corporeo. Tenerne una al caldo sotto il corpo aiuta a mantenere una temperatura più stabile.
Ma c’è anche un vantaggio energetico. Studi condotti, tra gli altri, sui fenicotteri hanno mostrato che questa posizione è sorprendentemente stabile dal punto di vista biomeccanico. Grazie a un particolare assetto delle articolazioni, gli uccelli riescono a reggersi su una zampa con un’attivazione muscolare minima, restando fermi a lungo senza affaticarsi.
Chi lo fa più spesso e quando
A utilizzare più frequentemente questa strategia sono gli uccelli acquatici, come fenicotteri, anatre, oche, cigni, gabbiani, aironi e limicoli. Sono specie che vivono a contatto con acqua fredda e hanno spesso zampe lunghe e molto esposte, quindi più soggette a dispersione termica.
La postura diventa ancora più comune in presenza di freddo intenso o vento, condizioni in cui il corpo tende a perdere calore più rapidamente. Anche l’alternanza delle zampe ha un ruolo: mentre una sostiene il peso, l’altra riposa e si scalda, e poi i ruoli si scambiano.
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Non solo grandi uccelli
Questo comportamento non è limitato alle specie più grandi. In condizioni particolarmente rigide, anche piccoli passeriformi come merli, passeri o storni possono sollevare una zampa durante la sosta, soprattutto per proteggersi dal vento o dal gelo. Stare su una zampa sola è quindi una soluzione semplice ed efficace, adottata ogni volta che serve conservare calore e ridurre lo sforzo fisico. Una posa che può sembrare buffa a noi, ma che racconta molto dell’adattamento degli uccelli agli ambienti freddi, umidi e spesso ostili in cui vivono.

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