Racconta anche di aver avuto una piccola speranza verso la fine, forse legata alla possibilità che i piani cambiassero o che emergesse un imprevisto che le evitasse il viaggio. Ma anche quell’ultima possibilità è sfumata. Ora, la certezza è che partiranno, e che trascorreranno quei giorni in compagnia della famiglia di lui, in un ambiente che lei percepisce più come una fonte di ansia che come un momento di pausa e serenità.
La nostra amica non si definisce ingrata, né pretende l’impossibile. Ma ritiene che le vacanze, soprattutto quando così brevi, debbano essere un momento di vera condivisione di coppia e non di “sopportazione forzata” con il parentado. Conclude il suo racconto augurandosi che la sua esperienza venga condivisa, certa che molte coppie si trovino in questo periodo alle prese con la programmazione delle ferie… e con il terrore, spesso taciuto, di doverle passare proprio con la famiglia dell’altro.




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