Vuoi adottare un animale? Prima fatti queste 20 domande, alcune sono molto meno romantiche di quanto sembrano
- Amare gli animali è solo il punto di partenza: bisogna capire quanto spazio reale abbiamo nella nostra vita
- Tempo, denaro, routine e possibilità di viaggiare cambiano quando un altro essere vivente dipende da noi
- Alcune domande riguardano affidabilità e capacità di affrontare imprevisti, malattie e comportamenti difficili
- Prima dell’adozione conviene chiedersi anche quanto siamo disposti a modificare casa, orari e abitudini
- Psychology Today raccoglie questi aspetti in 20 affermazioni pensate per favorire una valutazione personale prima di prendere un animale
Adottare un animale è semplicissimo, almeno per i primi trenta secondi. Si vede una foto con due occhi enormi, una zampetta, magari un orecchio leggermente storto e il cervello ha già completato la pratica: vieni a casa con me, piccolo essere perfetto, saremo felicissimi insieme. Il piccolo essere perfetto, nel frattempo, non ha firmato nulla. Potrebbe svegliarci alle cinque, ammalarsi durante le ferie, costare quanto un weekend fuori città o sviluppare una passione personale per la distruzione del divano.
Psychology Today raccoglie 20 affermazioni dedicate proprio a chi sta pensando di prendere un animale. La pagina le propone sotto forma di self-test, chiedendo quanto ci riconosciamo in ciascuna. Ma il punteggio è forse la parte meno interessante.
Letti uno dopo l’altro, quei venti punti fanno qualcosa di più utile: costringono a guardare la propria vita prima di infilarci dentro un cane, un gatto o qualsiasi altro animale. Senza risposte giuste da indovinare e senza medaglie da “proprietario dell’anno”. Solo qualche domanda da rivolgersi con un minimo di sincerità.
Prima di adottare un animale chiediti quanto spazio hai davvero nella tua giornata, nel portafoglio, in casa e perfino nelle tue vacanze
La prima sembra facilissima: ti piace davvero trascorrere tempo con gli animali? Non guardarli su Instagram, non accarezzare il Labrador del vicino nell’ascensore. Starci insieme, tutti i giorni.
Subito dopo conviene spostare la domanda fuori da noi stessi: le persone che ti conoscono ti considerano responsabile? È leggermente più crudele dell’autovalutazione. Possiamo considerarci affidabilissimi anche mentre tre bollette ci osservano dalla scrivania dal mese scorso.
Poi arriva il tempo. Nella tua giornata esiste davvero uno spazio quotidiano per occuparti di un animale, farlo muovere e giocare con lui? Uno spazio reale, non quei quaranta minuti immaginari che sulla carta possediamo tutti tra lavoro, cena, palestra, telefonate e il misterioso buco nero delle 21:30.
E quando qualcosa salta? Come reagisci davanti agli imprevisti e alle situazioni stressanti? Perché prima o poi qualcosa salta. Una visita veterinaria urgente, un problema intestinale, una notte insonne, una terapia da somministrare a un gatto che considera la medicina una dichiarazione di guerra.
Anche la casa entra nell’esame di coscienza. Saresti disposto a modificarla per renderla sicura? Finestre, balconi, piante tossiche, cavi, oggetti fragili: improvvisamente il grazioso appartamento diventa una gigantesca escape room progettata da qualcuno con quattro zampe.
Poi una domanda molto meno nobile: quanto sei costante nelle incombenze quotidiane che non ti piacciono? Se il bucato vive stabilmente sulla famosa sedia e la frase “lo faccio domani” rappresenta un modello organizzativo, conviene tenerne conto. Una lettiera non sviluppa spontaneamente la capacità di autopulirsi per rispetto della nostra procrastinazione.
E naturalmente ci sono i soldi. Puoi permetterti davvero un animale? Significa cibo, cure veterinarie, eventuali farmaci, giochi, toelettatura quando necessaria, trasporti e qualcuno che se ne occupi quando siamo assenti. Il materiale dell’American Kennel Club sulla gestione responsabile dei cani, citato tra le fonti da Psychology Today, comprende proprio salute, alimentazione, esercizio, socializzazione e cura regolare tra gli impegni ordinari.
E se l’animale cominciasse a interferire con la nostra libertà? Saresti disposto a cambiare qualche abitudine se diventasse più complicato viaggiare, fare tardi o trasferirti?
L’animale immaginario è magnificamente compatibile con Ryanair, aperitivi improvvisati e weekend organizzati alle 18 del venerdì. Quello vero pretende un piano B.
Poi ci sono due domande strettamente collegate: ti trovi abbastanza bene con ordine e routine? E, prima di portare a casa quell’animale, ti informeresti davvero sulle sue esigenze specifiche?
Cane, gatto, coniglio o altro animale non sono varianti estetiche dello stesso pacchetto “pet”. Età, specie, carattere e condizioni individuali cambiano profondamente le necessità. Anche Pet Rescue of Maryland, un’altra delle fonti indicate da Psychology Today, invita a chiedersi prima dell’adozione se l’animale scelto sia compatibile con famiglia, abitazione e stile di vita.
A quel punto arriva la domanda che contiene quasi tutte le altre: sei pronto a prenderti questo impegno per molti anni?
Per un cane o un gatto possono essere quindici anni e oltre. Praticamente una relazione lunghissima con qualcuno che non pagherà mai metà mutuo e continuerà comunque a pretendere la parte centrale del letto.
La convivenza diventa più interessante quando l’animale ha paura, sta male, rompe qualcosa e decide che i nostri programmi non lo riguardano
Ora conviene guardare un po’ più da vicino il nostro carattere.
Tendi a fare le cose quando devono essere fatte oppure ad accumularle? Non serve trasformarsi in Marie Kondo. Serve capire se siamo sufficientemente costanti da occuparci ogni giorno di qualcuno che dipende da noi.
Poi: come te la cavi con le regole quando sono scomode? Guinzaglio dove richiesto, sicurezza, gestione negli spazi comuni, eventuali obblighi amministrativi. “Ma il mio cane è buonissimo” non è una categoria del diritto.
Un’altra domanda merita qualche secondo in più: le persone vicine ti considerano affidabile? Psychology Today affronta questo aspetto due volte, prima attraverso la responsabilità percepita dagli altri e poi formulando l’idea al contrario, chiedendo quanto ci riconosciamo nell’essere giudicati poco affidabili. Il bersaglio è sempre lo stesso: la continuità.
Poi arriva quella grossa. Ti senti davvero a tuo agio sapendo che la sicurezza, la salute e il benessere di un altro essere vivente dipenderanno da te?
Fa un effetto leggermente diverso da “vorrei tanto un gattino”.
Un’altra domanda riguarda il modo in cui prendiamo le decisioni: prima delle scelte importanti ti informi, valuti e pianifichi oppure parti e sistemi i dettagli strada facendo? Psychology Today cita tra le sue fonti anche l’International Personality Item Pool, un ampio archivio pubblico di item utilizzati per studiare personalità e differenze individuali. Per questo alcune affermazioni vanno oltre la gestione pratica dell’animale e cercano di far riflettere su affidabilità, organizzazione e modo di reagire alle situazioni.
E poi c’è forse la domanda più importante di tutte: come ti comporti quando un animale ha paura, sta male o manifesta un comportamento difficile?
Rimani paziente oppure la frustrazione prende rapidamente il sopravvento?
Perché voler bene a un gatto mentre dorme arrotolato accanto a noi richiede capacità emotive paragonabili a quelle necessarie per apprezzare una pizza. Volergli bene mentre vomita sul tappeto, rifiuta una medicina, urla nel trasportino e ci guarda come se il veterinario fosse stata una nostra vendetta personale alza leggermente il livello.
Poi guarda la tua giornata peggiore. Quando hai molto lavoro, sei stanco o hai semplicemente avuto una giornata orrenda, troveresti comunque il tempo per nutrirlo, farlo uscire quando necessario, giocare e occuparti di lui?
E ancora: riesci a mantenere orari abbastanza regolari? Non serve cenare alle 19:02 con precisione ferroviaria svizzera. Un minimo di prevedibilità, però, rende più semplice garantire una routine all’animale.
L’ultima domanda riguarda ciò che succede quando non siamo a casa: quanto spesso viaggi e per quanto tempo rimani lontano?
Non significa che chi prende un animale debba rinunciare alle vacanze e incatenarsi al termosifone. Significa che pensioni, pet sitter, familiari disponibili o viaggi compatibili devono entrare nell’organizzazione molto prima della partenza.
Le venti affermazioni di Psychology Today possono essere trasformate in altrettante domande perché, più del risultato finale del self-test, interessa ciò che ci costringono a considerare. La stessa pagina precisa che lo strumento ha finalità informative e non diagnostiche.
Nessun punteggio può stabilire con certezza se saremo splendidi compagni di vita per un animale. Possiamo però capire se stiamo desiderando davvero quella convivenza oppure soltanto la sua parte più bella.
Perché il musetto che ci ha convinti all’adozione rimarrà adorabile. Anche alle quattro del mattino. Il problema è che alle quattro del mattino dovremo esserci pure noi.

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- https://www.psychologytoday.com/us/tests/personality/good-pet-owner-test
- https://www.akc.org/expert-advice/lifestyle/quiz-are-you-a-responsible-dog-owner/
- https://www.petrescueofmd.org/info/display?PageID=1512
- https://ipip.ori.org/
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