Dopo averlo configurato insieme a casa sua una sera, il fidanzato ha dimenticato il telefono sul divano. Il giorno successivo, le ha chiesto di recuperare una nota importante da quel dispositivo e, per farlo, le ha comunicato il metodo di sblocco. A quel punto, la nostra follower ha ammesso di aver dato un’occhiata al contenuto dello smartphone, spinta da un sospetto che già covava da tempo. Secondo lei, non si è trattato di un’invasione ingiustificata della privacy, quanto piuttosto di una verifica necessaria per chiarire alcune sensazioni spiacevoli.
Durante l’esplorazione del telefono, la nostra amica ha trovato qualcosa di insolito: una transazione nel wallet che ha subito catturato la sua attenzione. Una spesa che le è parsa sospetta, sia per la natura dell’acquisto che per il momento in cui era avvenuta. Di fronte alla sua richiesta di spiegazioni, il fidanzato ha ridimensionato l’episodio, sostenendo che si trattasse di una banalità e spostando l’attenzione sulla sua presunta gelosia, cercando di farla passare come la parte esagerata e sospettosa della relazione.




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