Quando piegarsi in posizioni improbabili fa più bene al sonno che contare pecore
- La pratica regolare di yoga ad alta intensità migliora il sonno più di camminata, allenamento di resistenza o esercizi aerobici
- Sessioni brevi, meno di 30 minuti, due volte a settimana, sono sufficienti per ottenere benefici
- Lo yoga può stimolare il sistema nervoso parasimpatico e regolare la respirazione favorendo il rilassamento
- I risultati positivi possono manifestarsi già in 8-10 settimane, ma la risposta varia da persona a persona
- Non esiste una soluzione unica per l’insonnia: la varietà delle tecniche yoga e delle caratteristiche individuali influisce sull’efficacia
Se sei tra quelli che contano pecore fino all’alba, forse è il momento di stendere il tappetino da yoga invece di fare il giro del quartiere o sollevare pesi. Una meta-analisi di 30 studi internazionali su oltre 2.500 partecipanti ha rivelato che lo yoga ad alta intensità è il campione indiscusso nella lotta contro l’insonnia. Bastano meno di 30 minuti, due volte a settimana, per vedere effetti concreti già in 8-10 settimane, e tutto senza il rischio di inciampare sul tapis roulant o schiacciare i bicipiti.
A differenza di camminata o esercizi di resistenza, lo yoga combina movimento e respirazione, stimolando il sistema parasimpatico e favorendo un rilassamento profondo. Non si tratta solo di sudare in posizioni complicate: il corpo e la mente vengono calibrati in modalità “riposo e digestione”, mentre il cervello può modulare onde cerebrali favorevoli a un sonno più profondo e rigenerante.
Benefici e precauzioni da non trascurare
Non tutti gli yoga sono uguali: intensità, stile e tecnica influiscono sull’efficacia, quindi quello che funziona per un vicino di tappetino potrebbe non essere la bacchetta magica per te. Studi precedenti indicavano l’esercizio aerobico come top per dormire, ma le ultime ricerche suggeriscono che l’unione di movimento e controllo del respiro nello yoga ad alta intensità fa la differenza.
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È importante ricordare che la ricerca sull’insonnia e sui disturbi del sonno è ancora limitata, quindi serve prudenza nel trarre conclusioni definitive. Ogni corpo reagisce a modo suo, e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per tutti. In ogni caso, se tra piegamenti, allungamenti e respiri profondi riesci a fare più di quanto contano le pecore, forse il sonno perfetto è solo un tappetino da yoga di distanza.

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Questo articolo è stato verificato con:
- https://www.sciencealert.com/one-form-of-exercise-improves-sleep-the-most-study-finds
- https://link.springer.com/article/10.1007/s41105-025-00596-7
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40988902/
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