Toyoake, la città giapponese che vuole limitare l’uso dello smartphone a sole 2 ore al giorno

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Toyoake, la città giapponese che vuole limitare l’uso dello smartphone a sole 2 ore al giorno

| 09/11/2025
Fonte: Pexels

Toyoake dice stop agli schermi: smartphone solo due ore al giorno

  • Toyoake, città della prefettura di Aichi, vuole limitare l’uso degli smartphone a due ore al giorno fuori da lavoro e scuola
  • L’ordinanza prevede fasce orarie: fino alle 21 per i bambini e alle 22 per gli studenti
  • Nessuna multa prevista: la misura ha valore educativo e non punitivo
  • Molti cittadini si sono opposti, inviando decine di mail e telefonate di protesta
  • Il sindaco difende l’iniziativa come occasione per riflettere sul tempo trascorso davanti agli schermi

 

Toyoake, tranquilla cittadina della prefettura giapponese di Aichi, è diventata il nuovo epicentro di una battaglia tecnologica: quella contro la dipendenza da smartphone. L’amministrazione locale ha proposto un’ordinanza che invita i residenti a limitare l’uso di dispositivi digitali – telefoni, tablet, computer e console – a sole due ore al giorno, escludendo lavoro e scuola. Un’idea che, a prima vista, suona più da manuale zen che da regolamento municipale.

Il sindaco Masafumi Koki ha spiegato che l’obiettivo non è punire, ma proteggere: ridurre gli effetti negativi su sonno, salute mentale e relazioni sociali. Non a caso, l’ordinanza prevede orari specifici: i bambini dovrebbero “spegnere tutto” entro le 21, mentre gli studenti delle scuole medie e superiori possono concedersi un’ora in più.

Una città contro la dipendenza da schermo: le reazioni tra ironia e irritazione

Peccato che l’iniziativa, pur priva di sanzioni, non sia stata accolta con lo stesso spirito zen. I cittadini di Toyoake hanno reagito con una pioggia di mail e telefonate di protesta: 44 messaggi e 83 chiamate in pochi giorni. Qualcuno ha accusato il Comune di voler invadere la vita privata, altri hanno semplicemente dichiarato l’impossibilità di rispettare un limite così rigido.

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Il sindaco, però, non si è scomposto. Ha ribadito che nessuno verrà multato e che la proposta è solo un invito alla consapevolezza digitale. “Non limitiamo i diritti di nessuno – ha detto – vogliamo solo incoraggiare le famiglie a riflettere”. Resta da vedere se Toyoake diventerà un modello per le città del futuro o solo un curioso esperimento di autodisciplina collettiva. Intanto, i cittadini continuano a scrivere mail indignate… probabilmente dallo smartphone.

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