Quando Batman sale in metro, i passeggeri diventano miracolosamente educati
- Uno studio a Milano ha scoperto che la presenza di un uomo vestito da Batman raddoppia la probabilità che qualcuno ceda il posto in metro a una finta passeggera incinta
- L’altruismo passa dal 37,66% della condizione normale al 67,21% quando Batman è a bordo
- Molti passeggeri che hanno aiutato non si sono accorti del supereroe, confermando l’effetto di rottura della routine
- I ricercatori parlano di una “mindfulness involontaria” provocata da eventi inaspettati che spezzano l’autopilota
- Secondo gli studiosi, interruzioni insolite ma non minacciose potrebbero incoraggiare comportamenti prosociali negli spazi pubblici
Era un giorno qualunque nella metro di Milano, uno di quelli in cui la folla si muove come un’unica creatura assonnata. Poi è arrivato Batman. Non quello hollywoodiano, certo, ma abbastanza convincente da trasformare un tragitto ordinario in un esperimento sociale degno di nota. I ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno infatti scoperto che l’apparizione del Cavaliere Oscuro ha un effetto sorprendente: la gentilezza aumenta. E non di poco.
In una serie di 138 corse, una collaboratrice degli studiosi si fingeva incinta e saliva su un vagone affollato. Nel primo scenario, niente di nuovo: solo il 37,66% dei passeggeri cedeva il posto. Nel secondo, entrava anche Batman – mantenendo tre metri di distanza per non incutere timore – e le persone improvvisamente diventavano molto più premurose, raggiungendo un altruismo del 67,21%. Sembra quasi una barzelletta, ma i dati parlano chiaro.
Interruzioni che svegliano e consapevolezza involontaria
La parte più interessante? Quasi la metà di chi ha offerto il posto ha dichiarato di non ricordare nemmeno la presenza del supereroe. Eppure, qualcosa nel loro comportamento era cambiato. Secondo il professor Francesco Pagnini, autore dello studio, la comparsa di Batman rompe la routine quotidiana e costringe a prestare più attenzione al contesto. In altre parole, spegne l’autopilota mentale che governa i viaggi in metro e accende una sorta di mindfulness involontaria.
I ricercatori sottolineano che non si tratta solo di imitazione morale. La figura del supereroe potrebbe richiamare simboli di valore, protezione o cavalleria, ma questi elementi non spiegano del tutto il fenomeno. Se molti non hanno nemmeno notato Batman, non possono averci pensato consapevolmente. Piuttosto, è la sorpresa stessa a cambiare la prospettiva.
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Quando la routine si inceppa e la gentilezza si diffonde
Secondo gli studiosi, questo tipo di “micro-scurrili” della quotidianità potrebbe ripercuotersi anche sugli altri passeggeri. Basta che alcuni inizino a guardarsi attorno perché l’attenzione – e quindi la sensibilità verso chi ha bisogno – si diffonda nel gruppo. Non c’è bisogno di un Bat-segnale, basta un piccolo fuori programma. La conclusione è quasi ironica quanto l’esperimento: se vuoi rendere più gentile una città, forse non servono superpoteri. Basta un costume, un po’ di sorpresa e un treno affollato. E naturalmente qualcuno disposto a osservare cosa succede quando Batman prende la metro insieme a noi.

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- https://www.nature.com/articles/s44184-025-00171-5
- https://www.zmescience.com/science/news-science/the-batman-effect-double-altruism/
- https://www.vice.com/en/article/man-dressed-as-batman-made-subway-commuters-kinder-study-finds/
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