Dai ventenni sprint ai senior zen, i numeri raccontano più di quanto pensi
- I tempi medi cambiano con l’età e non seguono una linea retta
- I ventenni partono forti ma non sempre reggono la distanza
- Tra venticinque e trentaquattro anni si registra il picco di durata
- Dopo i quarantacinque anni la variabilità aumenta
- Oltre i sessantacinque anni prevalgono sessioni più brevi ma non meno appaganti
Parlare di durata tra le lenzuola è uno degli sport preferiti delle conversazioni tra amici, ma ora ci sono anche dati a supporto. Uno studio del 2025 firmato Lovehoney ha messo in fila le medie di durata maschili in base all’età, ricordando però che si tratta di valori indicativi e non di obiettivi da raggiungere a tutti i costi.
Tra i diciotto e i ventiquattro anni la media è di sedici minuti e quattordici secondi. In questo gruppo una piccola quota, circa il cinque per cento, si ferma tra uno e due minuti, mentre un altro cinque per cento supera addirittura un’ora. La varietà è enorme, segno che entusiasmo e novità contano quanto la resistenza.
Il picco tra i venticinque e i trentaquattro
Il vero salto avviene tra i venticinque e i trentaquattro anni, quando la media sale a diciotto minuti e ventinove secondi, il valore più alto dell’intero campione. Qui il ventuno per cento si colloca tra undici e quindici minuti, mentre il quindici per cento arriva tra ventuno e trenta. Secondo l’esperta Sarah Mulindwa, entrano in gioco esperienza, ritmo e comunicazione, fattori che rendono l’incontro più fluido.
Dai trentacinque ai quarantaquattro anni si scende leggermente a diciassette minuti e quattro secondi. Le variazioni ormonali e i primi accenni di difficoltà possono influire, ma molte coppie compensano puntando su preparazione e varietà, rendendo il tempo meno centrale.
Quando il tempo si accorcia ma non il piacere
Tra i quarantacinque e i cinquantaquattro anni la media cala a quattordici minuti e quindici secondi. Un quarto degli uomini di questa fascia conclude tra sei e dieci minuti, mentre il diciotto per cento tra undici e quindici. In questa fase le reazioni del corpo diventano meno prevedibili, aumentando la dispersione dei risultati.
Dai cinquantacinque ai sessantaquattro anni si arriva a undici minuti e diciotto secondi. L’avvio può essere più lento e il recupero più lungo, anche per via di farmaci o salute, ma l’esperienza gioca a favore: intimità e abilità spesso si affinano.
Oltre i sessantacinque, un nuovo equilibrio
Superata la soglia dei sessantacinque anni, la media scende a otto minuti e quindici secondi. La fascia più comune è tra sei e dieci minuti, seguita da chi si colloca tra tre e cinque. Curiosamente, un piccolo uno per cento supera ancora l’ora, a dimostrazione che le eccezioni non mancano mai.
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In tutte le età, ricorda Mulindwa, la maggioranza rientra nella fascia intermedia tra dieci e quindici minuti. E soprattutto, mentalità, tecnica e dialogo restano gli ingredienti più affidabili per un incontro soddisfacente, ben oltre il cronometro.

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- https://www.ladbible.com/news/health/study-health-men-bed-age-average-time-394269-20251216
- https://www.joe.ie/fitness-health/heres-how-long-the-average-man-lasts-in-bed-according-to-their-age-860873
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