In Inghilterra un cane trova una bottiglia di veleno vittoriana e collega la scoperta a un cold case dimenticato
- Un labrador del Devon scavava sempre nello stesso punto del giardino e ha riportato alla luce una bottiglia blu vittoriana
- L’oggetto reca l’incisione “Not To Be Taken” ed è stato identificato come contenitore per sostanze velenose del XIX secolo
- Il proprietario ha collegato la scoperta a un omicidio avvenuto nel 1865 vicino alla casa
- La vittima fu William Ashford, avvelenato dalla moglie Mary Ann con arsenico e stricnina nel tè
- La donna fu condannata all’impiccagione pubblica davanti a circa 20.000 persone
Il protagonista della storia un moderno Scooby-Doo, Stanley, un labrador del Devon con un’ossessione molto precisa: scavare sempre nello stesso punto del giardino. Il suo proprietario, Paul Phillips, aveva provato a fermarlo in tutti i modi, ricoprendo la buca e persino posizionando una lastra di pietra. Nulla da fare. Il cane tornava ogni giorno con la stessa determinazione, come se sotto la terra fosse nascosto qualcosa di importante.
Alla fine la perseveranza ha vinto. Dalla terra è emersa una bottiglia blu del XIX secolo, perfettamente conservata, con l’incisione “Not To Be Taken”. Non era un semplice oggetto antico. Quelle bottiglie venivano progettate per contenere sostanze velenose, con forme riconoscibili anche al tatto per evitare ingestione accidentale. Un dettaglio che ha subito trasformato la scoperta in qualcosa di più intrigante.
La scoperta del cane e il collegamento con il delitto vittoriano
Paul ha iniziato a informarsi e ha scoperto che proprio in quell’area, nel 1865, si era consumato un omicidio domestico. La vittima era William Ashford, avvelenato dalla moglie Mary Ann dopo vent’anni di matrimonio. Secondo le cronache dell’epoca, la donna aveva una relazione con un uomo più giovane e decise di liberarsi del marito versando il veleno nel tè.
Le indagini furono rapide. Sugli abiti della donna furono trovate tracce di arsenico e stricnina, elementi compatibili con il contenuto delle bottiglie come quella ritrovata nel giardino. Il caso fece scalpore e si concluse con una condanna a morte per impiccagione, eseguita pubblicamente davanti a circa 20.000 persone, un numero enorme per l’epoca.
Un giardino qualunque e una storia riemersa dal terreno
Il terreno su cui oggi sorge la casa non era un luogo qualsiasi. In passato ospitava un grande fienile per la produzione di sidro, un’area attraversata da attività agricole e vita quotidiana per decenni. La bottiglia potrebbe essere rimasta sepolta da allora, dimenticata fino alla scoperta casuale.
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Dopo il ritrovamento Stanley ha smesso di scavare, come se il lavoro fosse finito. E in effetti così è stato dato che è riuscito a riportare alla luce un oggetto che collega direttamente il presente a un cold case vittoriano, trasformando un semplice giardino in una piccola scena del crimine riemersa dopo oltre 160 anni.

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- https://www.greenme.it/pet/cani/sherlocan-labrador-scava-in-giardino-e-risolve-un-cold-case-del-1865/
- https://www.dailymail.co.uk/news/crime-desk/article-15664245/Dog-solves-murder-bottle-Victorian-poison-garden.html
- https://www.theguardian.com/uk-news/2026/mar/20/dog-19th-century-devon-murder-case-discovery
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