I dati di una ricerca rivelano il boom di rotture entro i primi due anni di coabitazione
- La convivenza giovanile contemporanea ha modificato la sua natura originaria, trasformandosi da preludio del matrimonio a una necessità logistica dettata da precarietà ed esigenze di risparmio economico
- Un’indagine statistica pubblicata sulla rivista Advances in Life Course Research ha monitorato un campione di 3.233 giovani adulti residenti in Inghilterra e Galles nati tra il 1974 e il 1990
- I dati mostrano un incremento drastico delle separazioni precoci, con la quota di coppie che si lasciano entro i primi due anni salita dal 25-27% delle generazioni precedenti al 43% dell’ultimo gruppo
- Per i nati alla fine degli anni Ottanta la coabitazione rappresenta spesso una tappa flessibile del percorso di dating, facilitata dalla drastica diminuzione della pressione sociale al matrimonio
- Lo studio evidenzia che la stabilità dei legami aumenta se la prima unione avviene dopo i 27 anni, poiché la scelta iniziale sotto tale soglia d’età rischia di configurarsi solo come una scorciatoia per l’autonomia
Andare a vivere insieme un tempo era una faccenda solenne, una sorta di prova generale del matrimonio con tanto di acquisti mirati e benedizione sociale incorporata. Oggi la situazione è radicalmente cambiata e l’unione sotto lo stesso tetto somiglia sempre più spesso a una cinica strategia di sopravvivenza economica contro il caro affitti. La giornalista Ilaria Rosella Pagliaro ha esaminato questo scenario partendo da un recente e approfondito studio sociologico pubblicato sulla prestigiosa rivista accademica Advances in Life Course Research.
La ricerca ha analizzato le traiettorie sentimentali di 3.233 persone residenti in Inghilterra e Galles, suddivise in tre specifiche coorti generazionali comprese tra il 1974 e il 1990. I risultati numerici emersi mostrano una spaccatura generazionale impressionante sul fronte della tenuta dei legami amorosi. Se per i nati negli anni Settanta la stabilità della prima coabitazione era ancora forte, per i giovani nati tra il 1985 e il 1990 la percentuale di separazione entro i primi due anni sale al 43%, contro il precedente 25-27%.
La trappola della scorciatoia economica e l’importanza della soglia dei ventisette anni
I motivi di questo boom di addii prematuri non risiedono in una minore capacità di amare da parte delle nuove generazioni, quanto piuttosto nelle spinte che portano al trasloco. Moltissime coppie scelgono di unire i propri destini domestici semplicemente per esigenze di risparmio o per uscire dalla famiglia d’origine, trasformando la casa in un ammortizzatore sociale. Quando la motivazione pratica diventa l’unico pilastro, la relazione si scontra rapidamente con la realtà quotidiana dei piatti sporchi, priva di una reale progettualità comune.
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Questo meccanismo di instabilità strutturale risulta particolarmente evidente tra i ragazzi che decidono di compiere il grande passo in età molto precoce. Gli autori del dossier scientifico sottolineano infatti che il monitoraggio ha preso in esame soggetti che hanno avviato la coabitazione entro i 27 anni. Superata questa specifica barriera anagrafica, i comportamenti cambiano in modo netto, poiché a trentadue anni si possiede una maturità diversa e si è compreso che la gestione quotidiana degli spazi conta molto più di una dichiarazione d’amore.

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- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040260822000156
- https://www.ucl.ac.uk/news/2022/mar/people-born-80s-not-likely-marry-their-first-cohabiting-partner
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