La straordinaria pianta della resurrezione: così la selaginella lepidophylla riesce a riprendere vita con poche gocce d’acqua [+VIDEO]

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La straordinaria pianta della resurrezione: così la selaginella lepidophylla riesce a riprendere vita con poche gocce d’acqua [+VIDEO]

| 01/09/2026
Fonte: YouTube

La pianta del deserto che simula la morte e viaggia nel vento invece di morire

  • La Selaginella lepidophylla è nota come pianta della resurrezione per la sua sopravvivenza alla disidratazione
  • Storicamente i missionari spagnoli la usarono per spiegare il concetto di rinascita alle popolazioni native
  • In assenza d’acqua perde il 95% dei liquidi, appallottolandosi e riducendo al minimo il metabolismo
  • La sintesi di trealosio e betaine protegge i tessuti vegetali e ne garantisce la resistenza alla siccità
  • La pianta può staccarsi dalle radici per vagare nel vento, ma muore dopo troppi cicli o disidratazioni rapide

 

Mentre la maggior parte delle piante d’appartamento decide di morire per un weekend di assenza dal soggiorno, la Selaginella lepidophylla adotta un approccio decisamente più drammatico e resistente. Questa specie desertica ha sviluppato una capacità di sopravvivenza così spettacolare che i missionari spagnoli la impiegavano come strumento catechistico per spiegare la rinascita alle popolazioni native americane. Vedere un cespuglio secco e marrone riprendersi in poche ore dopo un po’ d’acqua sembrava un vero prodigio divino.

Originaria del deserto di Chihuahua in Messico, questa creatura botanica può rimanere in uno stato di apparente morte per diversi anni consecutivi. Quando l’umidità scompare del tutto, la vegetazione perde fino al 95% del suo contenuto idrico, chiudendosi a riccio su sé stessa e assumendo un colore marrone cuoioso. Il metabolismo scende ai livelli minimi e la pianta sembra ormai un frammento vegetale privo di vita, in attesa di tempi decisamente migliori.

Trucchi chimici e fughe rocambolesche nel vento

Il segreto di questo recupero prodigioso risiede nella produzione di specifici composti protettivi, ovvero il trealosio e le betaine. Il trealosio è uno zucchero cristallizzato che sostituisce l’acqua nei tessuti, impedendo ai sali di danneggiare le strutture cellulari interne. Le betaine lavorano in sinergia per aumentare la tolleranza allo stress idrico, permettendo al vegetale di srotolarsi, riacquistare un colore verde brillante e riprendere la fotosintesi sintetica nel giro di pochissimo tempo.

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Se le condizioni ambientali continuano a peggiorare, la Selaginella attiva un piano d’emergenza spettacolare: si stacca completamente dalle proprie radici. Convertendosi in una struttura rotolante spinta dal vento, vagabonda nel deserto sperando di finire in un luogo più ospitale dove mettere di nuovo radici. Tuttavia la specie non è del tutto immortale, poiché una disidratazione troppo rapida o il susseguirsi di troppi cicli di risveglio finiscono per consumare le sue energie vitali.

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