Musica e allenamento: la playlist preferita aumenta la resistenza del 20%

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Musica e allenamento: la playlist preferita aumenta la resistenza del 20%

| 05/09/2026
Fonte: Pexels

Pedalare a tempo di musica per ingannare il cervello e superare i propri limiti senza soffrire di più

  • Uno studio dell’Università di Jyväskylä rivela che ascoltare la propria playlist preferita durante lo sforzo aumenta la resistenza fisica del 20%
  • I test su 29 adulti hanno dimostrato che la musica con ritmo tra 120 e 140 bpm permette di pedalare quasi sei minuti in più prima di crollare
  • Il ricercatore Andrew Danso spiega che la musica non altera i valori cardiaci ma aiuta il cervello a tollerare la fatica più a lungo
  • Frequenza cardiaca e lattato finale rimangono identici dimostrando che la musica rende le sessioni intense più sopportabili senza percepire maggior dolore
  • L’uso di playlist personalizzate rappresenta una strategia a costo zero per combattere la sedentarietà e migliorare la costanza negli allenamenti

 

Dimenticate i vecchi slogan anni Ottanta sulle sessioni di aerobica in body fluorescente stile Jane Fonda, perché oggi è la scienza a confermare che la fatica è soprattutto una questione mentale. Una recente ricerca dell’Università di Jyväskylä in Finlandia, condotta in collaborazione con il KIHU e lo Springfield College, ha dimostrato che ascoltare i propri brani del cuore permette di aumentare la resistenza fino al venti per cento. Lo studio, intitolato “Feel the beat, not the burn” e pubblicato il 28 aprile 2026 sulla rivista Psychology of Sport & Exercise, ha coinvolto ventinove adulti attivi in due prove di ciclismo ad alta intensità all’ottanta per cento della potenza massima, eseguite una in totale silenzio e l’altra con sottofondo musicale.

I partecipanti che hanno pedato scegliendo personalmente brani con un ritmo compreso tra 120 e 140 bpm – frequenza ideale per il cardio – hanno resistito mediamente 35,6 minuti prima dell’esaurimento. Al contrario, la prova in silenzio si è fermata ad appena 29,8 minuti, registrando uno scarto di quasi sei minuti di attività extra. Come spiegato dal responsabile della ricerca Andrew Danso, del centro di eccellenza Music, Mind, Body and Brain, la musica non altera i livelli di forma fisica né fa battere il cuore più velocemente. Svolge invece il ruolo di strumento a costo zero per tollerare lo sforzo prolungato, rendendo gli allenamenti duri decisamente più piacevoli e sostenibili.

Stessi valori cardiaci e strategie per battere la sedentarietà

L’aspetto più sorprendente emerso dalle rilevazioni riguarda il comportamento del corpo al traguardo. Nonostante gli atleti abbiano pedalato più a lungo bruciando una quantità maggiore di energia totale, la frequenza cardiaca e i livelli di lattato misurati a fine test sono risultati identici in entrambe le condizioni. In buona sostanza, le canzoni consentono di rimanere nella zona del dolore più a lungo senza percepire un peggioramento della sofferenza fisica. La musica agisce quindi come un silenziatore del cervello, spostando in avanti il momento in cui si decide di cedere alla stanchezza e permettendo di spremere ogni singola energia residua.

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Questa scoperta offre applicazioni pratiche di grande valore per atleti, allenatori e sportivi, affrontando uno dei problemi principali del fitness: la rinuncia dovuta all’eccessivo sfinimento. Scegliere la colonna sonora ideale permette di accumulare un tempo di allenamento qualitativo superiore, con ricadute positive sulla salute pubblica per contrastare la sedentarietà. Rendere le sessioni faticose più tollerabili invoglia le persone a mantenere la costanza nei programmi sportive, riducendo i rischi clinici legati a una scarsa forma fisica grazie a un semplice paio di cuffiette.

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