Due specie di molluschi sfuggono ai predatori cambiando colore con l’umidità e aprono nuove prospettive per i materiali intelligenti
- Studio guidato dall’Università di Tokyo sulle specie Hypselostyla camelopardalis e Reinia variegata
- Meccanismo di difesa dinamico che rende le lumache invisibili ai predatori durante la pioggia
- Guscio con strato esterno poroso come una spugna che con l’acqua rivela lo strato scuro sottostante
- Scoperta che supera il vecchio paradigma della colorazione statica dei gusci dei molluschi
- Funzionamento a energia zero applicabile a sensori intelligenti e materiali reattivi all’umidità
Chi pensa che per sparire nel nulla servano magie o trucchi da illusionista non ha ancora fatto la conoscenza di due particolari molluschi. La Hypselostyla camelopardalis, nativa delle Filippine, e la Reinia variegata, di origine giapponese, hanno trasformato la pioggia nel proprio alleato strategico. In un recente lavoro pubblicato sulla rivista Zoological Letters, un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Tokyo ha fatto luce sul loro singolare trucco difensivo. Quando il cielo si apre, queste creature mettono in atto un vero e proprio mimetismo dinamico per sfuggire alla vista dei predatori affamati.
Il segreto risiede nella loro veste naturale: in condizioni normali mostrano un guscio chiaro con striature ben visibili. Tuttavia, non appena le prime gocce d’acqua bagnano la superficie, le striature sembrano dissolversi nel nulla e la conchiglia si tinge di un marrone scuro, perfettamente identico alla corteccia umida degli alberi. Questo tempestivo cambio d’abito trasforma le lumache in presenze praticamente inafferrabili, dimostrando come la selezione naturale sappia plasmare soluzioni di sopravvivenza tanto stravaganti quanto efficaci.
La fisica della spugna e la luce riflessa
A spiegare la fisica nascosta dietro questo fenomeno ci hanno pensato i ricercatori Taro Yoshimura e Sasaki. Lo strato più esterno della conchiglia possiede infatti una struttura altamente porosa come una spugna. Quando il livello di umidità sale e l’acqua riempie questi microscopici fori, si verifica una variazione nel modo in cui la luce viene riflessa. Questo cambiamento ottico rende trasparente l’involucro superficiale e mette improvvisamente in risalto un secondo strato sottostante, caratterizzato da toni molto più scuri.
Fino ad oggi la scienza riteneva che l’aspetto esterno dei molluschi fosse un tratto rigido e immutabile, legato unicamente ai pigmenti nei cristalli calcificati. La scoperta smentisce questo vecchio concetto, provando che la colorazione può adattarsi in tempo reale al contesto ambientale. Secondo gli autori dello studio, osservare come specie tra loro distanti abbiano sviluppato la medesima tattica evolutiva rappresenta un traguardo entusiasmante, capace di aprire scenari del tutto inaspettati per la fisica della materia.
Dalla biologia evolutiva ai sensori del futuro
Oltre ad alimentare la curiosità scientifica, la ricerca offre spunti concreti per la creazione di tecnologie all’avanguardia. Il pregio principale di questo dispositivo biologico è la capacità di modificare le proprie proprietà ottiche in autonomia, ovvero basandosi unicamente sull’umidità e senza consumare alcuna fonte di energia esterna. Tale peculiarità a costo zero dal punto di vista energetico rappresenta il sogno proibito di molti ingegneri e progettisti moderni.
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Le possibili applicazioni pratiche spaziano dalla realizzazione di materiali intelligenti per l’edilizia fino allo sviluppo di sensori autonomi per la medicina o il monitoraggio ambientale. Come sottolineato dallo stesso Yoshimura, l’obiettivo finale risiede proprio nel colmare la distanza tra la biologia evolutiva e la scienza dei materiali. Tradurre i trucchi a energia zero messi a punto dalla natura consentirà infatti la produzione e la commercializzazione di dispositivi reattivi di nuova generazione.

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- https://www.u-tokyo.ac.jp/focus/en/press/z0508_00464.html
- https://link.springer.com/article/10.1186/s40851-026-00266-7
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