Trattenere uno starnuto può non essere una buona idea

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Trattenere uno starnuto può non essere una buona idea

| 16/09/2026
Fonte: Pexels

Perché bloccare un colpo di naso per evitare l’imbarazzo può provocare seri danni alla salute

  • Lo starnuto è un riflesso naturale attivato dal cervello per pulire le vie aeree da polvere e patogeni espellendo aria fino a 160 km/h
  • L’atto fisiologico consente di resettare le cilia nasali ma questo specifico beneficio non si applica ai soggetti affetti da sinusite
  • Bloccare il flusso d’aria tappando naso e bocca aumenta la pressione interna dalle 5 alle 24 volte provocando possibili lesioni
  • I picchi di pressione possono causare otiti, rottura del timpano, perdita dell’udito, lesioni al diaframma o persino aneurismi cerebrali
  • La rivista BMJ Case Reports ha documentato il caso di un trentenne scozzese che alla guida ha subito la perforazione della trachea

 

Capita a tutti di trovarsi in riunione o in mezzo alla folla e avvertire l’arrivo di quel fastidioso solletico nasale. L’istinto sociale ci suggerisce subito di fare i civili e soffocare la deflagrazione imminente. Eppure, questa apparente forma di cortesia nasconde un’insidia di non poco conto. Il nostro cervello orchestra lo starnuto come un vero e proprio sistema di autopulizia automatica per liberare le cavità respiratorie da sporcizia, polline e microbatteri. Durante questo processo fisiologico, aria, muco e goccioline vengono sparati verso l’esterno a una velocità pazzesca che può raggiungere i 160 km/h in appena 150 millisecondi.

Secondo uno studio dell’Università della Pennsylvania, l’evento permette di azzerare e riattivare le cilia nasali, eccezione fatta per chi soffre di sinusite. Quando però decidiamo di fare gli eroi chiudendo bocca e naso contemporaneamente, quella violenta onda d’urto non scompare affatto, ma rimbalza direttamente all’interno del nostro corpo. La pressione nel sistema respiratorio schizza istantaneamente a livelli compresi tra 5 e 24 volte superiori rispetto alla norma. Questa vera e propria implosione d’aria repressa cerca disperatamente una via di fuga, andando a spingere contro le strutture anatomiche più delicate. I picchi di pressione accumulati possono così causare la rottura del timpano, dolorose otiti, infezioni o nei casi più seri la perdita dell’udito, fino a provocare lesioni al diaframma o rotture di vasi sanguigni.

Il caso clinico in Scozia e i pericoli per le vie aeree

I pericoli di questa abitudine sono emersi chiaramente nelle pagine della rivista medica BMJ Case Reports, dove Rasads Misirovs ha descritto un episodio limite capitato a un automobilista scozzese di trent’anni. Nel disperato tentativo di non perdere il controllo del volante mentre era alla guida, l’uomo ha represso il colpo di naso stringendo le narici e serrando le labbra. Il risultato di questa manovra è stato un dolore lancinante e la immediata perforazione della trachea.

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Il paziente si è presentato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ninewells a Dundee con un collo visibilmente gonfio che produceva rumori sinistri, costringendo i medici a intervenire d’urgenza. Gli esami ai raggi X hanno rivelato una sacca d’aria intrappolata nei tessuti molli a causa del foro nel condotto respiratorio. Il trentenne se l’è cavata con 48 ore di osservazione e cinque settimane di riposo forzato per far rimarginare la ferita, evitando complicanze letali come il soffocamento o l’emorragia cerebrale.

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