Il fascino del suono tra respirazione e silenzio
- Il Nada Yoga è una disciplina basata sull’ascolto del suono, della voce e del silenzio senza richiedere posizioni fisiche o flessibilità
- La pratica utilizza suoni esterni, campane, gong o il canto di mantra come l’OM per condurre la mente verso l’ascolto interiore
- Una sessione tipica comincia con la respirazione consapevole, prosegue con la vibrazione vocale e termina con l’osservazione nel silenzio
- La scienza rileva una riduzione dell’attività nelle aree limbiche del cervello durante il canto dell’OM, favorendo calma e concentrazione
- Non esistono prove scientifiche che il Nada Yoga curi l’ansia, aumenti la melatonina o abbassi la pressione sanguigna
Se l’idea di contorcervi sul tappetino vi fa venire i crampi solo a pensarci, il Nada Yoga potrebbe essere la scusa perfetta per evitare qualsiasi sforzo fisico. Questa antica disciplina, il cui nome sanscrito significa “suono” o “tono”, non richiede alcuna flessibilità o posizione impossibile. L’unico requisito fondamentale è la capacità di ascoltare, trasformando la voce, il respiro e il silenzio nei veri protagonisti della pratica per staccare dal caos quotidiano.
La disciplina parte dall’ascolto di suoni esterni come campane, gong o musica, per guidare gradualmente l’attenzione verso l’interno. Non si tratta di una gara di canto, ma di usare la vibrazione sonora come strumento di concentrazione. Una sessione classica inizia con qualche minuto di respirazione lenta, prosegue con la ripetizione del mantra OM e si conclude nell’ascolto silenzioso delle proprie sensazioni. Per provarlo a casa bastano cinque minuti in una stanza tranquilla.
Cosa dice la scienza tra benefici reali e miti da sfatare
La scienza ha iniziato a curiosare tra le vibrazioni di questa disciplina, riscontrando alcuni effetti interessanti ma senza gridare al miracolo. Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Yoga ha osservato tramite risonanza magnetica una minore attività nelle aree limbiche legate alle emozioni durante il canto dell’OM. Un altro studio su Frontiers in Psychology ha evidenziato piccoli cambiamenti nella gestione degli stimoli spiacevoli e nei processi attentivi.
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In parole semplici, il ritmo lento del respiro e la ripetizione vocale possono aiutare a ritrovare la calma e la concentrazione. È bene però chiarire che non esistono prove scientifiche sul fatto che il Nada Yoga abbassi la pressione, aumenti la melatonina o curi l’insonnia e l’ansia. Più semplicemente, dedicare cinque minuti al giorno all’ascolto rappresenta un piccolo ed efficace rifugio dal rumore della vita moderna.

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