Alain Bombard, l’uomo che naufragò di proposito per dimostrare come sopravvivere

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Alain Bombard, l’uomo che naufragò di proposito per dimostrare come sopravvivere

| 15/11/2018
Alain Bombard, l’uomo che naufragò di proposito per dimostrare come sopravvivere

Nel 1952 Alain Bombard rimase 65 giorni su un canotto di fortuna cibandosi solo di pesce e plancton e bevendo acqua di mare

E il naufragar m’è dolce in questo mare? Nessuno vuole mettere in dubbio con questo punto interrogativo una delle poesie più famose di Giacomo Leopardi: più che altro si tratta del dubbio che probabilmente si è insinuato 56 anni fa nella mente di Alain Bombard. Magari il nome non dirà molto ai più però il suo contributo alla navigazione e soprattutto ai soccorsi in mare è stato fondamentale.

Il 23 dicembre 1952 il medico e navigatore parigino riuscì a raggiungere le Barbados dopo oltre due mesi su un semplice canotto di gomma, senza avere a disposizione viveri e acqua. Bombard non era stato vittima di un incidente nautico, si trattava a tutti gli effetti di un naufragio volontario. Solo un pazzo avrebbe affrontato un’impresa del genere senza sapere se sarebbe tornato vivo. Acciaccato, malato e con 40 chili in meno: queste erano le condizioni del biologo 28enne, non certo un fiore ma la sua teoria era stata provata. Si poteva affrontare l’Oceano Atlantico con un mezzo di fortuna.

Bombard e il suo canotto

Nel prossimo paragrafo vi raccontiamo cosa avvenne in questi 65 giorni di deriva folle.

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