Altro che test della personalità: la playlist potrebbe dire molto di più sulla somiglianza di una coppia

Commenti Memorabili CM

Altro che test della personalità: la playlist potrebbe dire molto di più sulla somiglianza di una coppia

| 21/09/2026
@AI generated

Le coppie si assomigliano più nei gusti musicali che nella personalità: lo studio su 309 relazioni

  • Tre studi su 309 coppie hanno rilevato una somiglianza nei gusti musicali superiore a quella ottenuta abbinando casualmente le stesse persone
  • La somiglianza musicale tra partner era più marcata di quella osservata nei tratti di personalità e nei valori personali
  • I ricercatori hanno confrontato generi, artisti preferiti e detestati, Big Five e valori personali, creando migliaia di pseudo-coppie
  • Condividere gli artisti preferiti mostrava una piccola associazione positiva con alcuni indicatori della qualità della relazione, senza dimostrare un rapporto di causa-effetto
  • Lo studio è stato pubblicato online il 12 agosto 2026 su Social Psychological and Personality Science

 

Se volete capire quanto siete compatibili con il partner, potete discutere di valori, futuro, gestione del denaro e progetti di vita. Oppure potete fare qualcosa di molto più rischioso: consegnargli il telefono e lasciargli scegliere la musica in macchina.

Tre studi condotti su 309 coppie, cioè 618 persone, suggeriscono infatti che i partner romantici si assomigliano nei gusti musicali molto più di quanto accada tra persone abbinate casualmente. Non solo: la somiglianza musicale osservata era più marcata di quella relativa ai tratti della personalità e ai valori personali.

In pratica, potreste avere idee completamente diverse sull’ordine domestico, sulla puntualità e sulla legittimità di lasciare una tazza nel lavandino “perché tanto la riuso”. Poi parte la vostra canzone preferita e, almeno statisticamente, tornate a essere una squadra.

Lo studio si intitola Harmonies of Taste: Shared Music Preferences and Compatibility in Romantic Relationships, è firmato da Julia Vigl, Felix Lene Ihrig, Miriam Greif e Marcel Zentner ed è stato pubblicato online il 12 agosto 2026 su Social Psychological and Personality Science.

La fonte primaria è il paper pubblicato da SAGE; qui si trova il DOI ufficiale dello studio, mentre dati anonimizzati, questionari e script di analisi sono disponibili su Open Science Framework. Lo studio non era preregistrato.

I ricercatori hanno separato 309 coppie e inventato migliaia di partner alternativi

I tre studi comprendevano rispettivamente 99, 99 e 111 coppie. L’età media era di 25,58 anni nel primo campione, 31,30 nel secondo e 25,56 nel terzo. Il secondo era più eterogeneo, con partecipanti dai 18 agli 86 anni. Tra l’83% e il 93% proveniva da Germania e Austria, dall’84% al 97% delle coppie era composto da partner di genere diverso e circa il 39-50% conviveva.

La durata media delle relazioni variava da 3,46 a 6,73 anni.

Entrambi i partner compilavano separatamente questionari su gusti musicali, personalità e valori personali. Per la musica, gli autori hanno utilizzato versioni dello Short Test of Music Preferences; nel terzo studio, per esempio, venivano valutati 21 generi su una scala da uno a sette.

Ma c’era anche una prova decisamente più divertente: ogni partecipante poteva indicare fino a tre artisti amatissimi e tre detestati. Attraverso Last.fm, i ricercatori recuperavano tag e artisti musicalmente simili, così da riconoscere affinità anche quando i partner non indicavano esattamente gli stessi nomi.

Contemporaneamente venivano misurati i Big Five — apertura mentale, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e stabilità emotiva — insieme ai valori personali basati sul modello di Schwartz.

Poi è arrivato il momento più crudele dell’esperimento: i ricercatori hanno sciolto tutte le coppie.

Statisticamente, sia chiaro. Nessuno ha telefonato a casa annunciando: “Signora, suo marito da oggi sta con Helga perché entrambi ascoltano i Rammstein”.

I partecipanti sono stati rimescolati formando pseudo-coppie, con una procedura ripetuta attraverso 5.000 iterazioni. L’obiettivo era verificare se Marco fosse davvero particolarmente simile musicalmente a Giulia oppure se Giulia avrebbe ottenuto più o meno lo stesso risultato con qualsiasi altra persona del campione.

Le coppie reali hanno vinto la sfida: mostravano una maggiore somiglianza musicale rispetto alle coppie create casualmente.

Il dato più interessante riguarda la cosiddetta somiglianza distintiva. Non conta soltanto amare entrambi il rock: conta quanto sia particolare la combinazione complessiva delle vostre preferenze rispetto a quelle degli altri.

Nella mini-meta-analisi dei tre studi, la differenza nella somiglianza distintiva musicale raggiungeva una dimensione dell’effetto di circa d = 0,93. Inoltre, la somiglianza nei gusti musicali risultava più marcata rispetto a quella osservata per personalità e valori.

Insomma, potete avere caratteri diversi e opinioni opposte sull’orientamento corretto del rotolo di carta igienica, ma quando qualcuno mette la playlist giusta potrebbe ristabilirsi temporaneamente la pace mondiale.

Condividere gli artisti preferiti era associato a indicatori relazionali migliori

A questo punto arriva inevitabilmente la domanda: chi ascolta la stessa musica è anche più felice in coppia?

Calma con le partecipazioni di nozze.

In alcune analisi gli autori hanno rilevato associazioni positive piccole o moderate tra somiglianza musicale e alcuni indicatori della qualità della relazione, ma i risultati non erano uniformi.

Nell’analisi aggregata, considerando anche personalità, valori, durata della relazione, convivenza e altre variabili, la somiglianza negli artisti preferiti era positivamente associata agli indicatori relazionali, con β = 0,13 e p = 0,006.

La somiglianza generale nei generi musicali, invece, non mostrava nello stesso modello un’associazione statisticamente significativa. Nemmeno detestare insieme gli stessi artisti sembrava particolarmente utile.

Ed è un peccato: una relazione costruita sull’amore è bella, ma una fondata sull’odio condiviso per la stessa canzone estiva avrebbe avuto solide basi narrative.

C’è soprattutto un punto da non perdere: lo studio non dimostra che ascoltare la stessa musica migliori una relazione. Mostra un’associazione, non un rapporto causale.

Non sappiamo neppure perché le coppie risultino musicalmente simili. Potrebbe esserci una selezione iniziale: persone con gusti simili potrebbero trovarsi più facilmente interessanti. La musica diventa così una specie di carta d’identità sociale: scopri che l’altro ama gli stessi artisti, iniziate a parlare, arriva una playlist, poi un concerto e infine, qualche anno dopo, litigate perché qualcuno ha caricato male la lavastoviglie.

Oppure potrebbe verificarsi una convergenza nel tempo. Stando insieme condividiamo amici, viaggi, concerti, automobili e soprattutto casse Bluetooth. Inevitabilmente scopriamo la musica dell’altro e alcune preferenze possono avvicinarsi.

Lo studio, però, è trasversale: fotografa le coppie in un momento preciso e non consente di stabilire se fossero musicalmente simili già all’inizio oppure se lo siano diventate.

Ci sono inoltre limiti importanti. I campioni erano composti soprattutto da giovani adulti provenienti da Germania e Austria e lo studio non era preregistrato. Sarebbe quindi scorretto prendere queste 309 coppie e concludere che l’intera umanità scelga il partner consultando mentalmente Spotify Wrapped.

Il risultato documentato è più preciso: nei tre studi, le coppie reali erano sistematicamente più simili nei gusti musicali rispetto alle pseudo-coppie, e la somiglianza musicale risultava più marcata di quella osservata per personalità e valori.

Quindi no, amare Taylor Swift mentre il vostro partner ascolta death metal non significa che dobbiate chiamare l’avvocato.

Ma forse la vecchia domanda “che musica ascolti?” era meno banale di quanto sembrasse.

Poi resta il vero test scientifico della relazione.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend