La sanguinosa guerra tra Conquistadores e Aztechi si svolse anche attraverso atti di cannibalismo

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La sanguinosa guerra tra Conquistadores e Aztechi si svolse anche attraverso atti di cannibalismo

| 26/01/2021
La sanguinosa guerra tra Conquistadores e Aztechi si svolse anche attraverso atti di cannibalismo

Atti di cannibalismo e feroci rappresaglie: un’altra sanguinosa pagina della storia dell’uomo

  • In Messico l’INAH (Istituto Nazionale di Antropologia e Storia) ha pubblicato nuovi documenti
  • Essi parlano della città azteca di Tecoaque, che vuol dire “dove gli uni mangiarono gli altri”
  • Sembra infatti che la popolazione locale praticò atti di cannibalismo sugli spagnoli
  • La rappresaglia dei conquistadores fu quasi immediata, e spietata
  • La gente del posto, ivi compresi donne e bambini, subì l’ira degli spagnoli

 

Un’altra sanguinosa pagina della storia della conquista del Nuovo Mondo ha visto la luce grazie al lavoro degli archeologi. Il National Institute of Anthropology and History del Messico ha infatti pubblicato dei documenti scientifici in cui si fa il resoconto di quanto appreso dagli scavi condotti a Tecoaque. Tecoaque, anche nota come “Zultepec”, era una città azteca che fu testimone di alcuni eventi drammatici.

Nel 1520 gli Aztechi che risiedevano qui catturarono un convoglio che comprendeva 15 uomini spagnoli, 50 donne, 10 bambini, 45 soldati e circa 350 alleati. Questi prigionieri vennero tutti uccisi sistematicamente nei mesi a seguire, e molti di loro vennero anche sottoposti ad atti di cannibalismo. Per gli Aztechi i sacrifici erano rituali per onorare gli dei, ma i conquistadores non presero bene la cosa.

La punizione terribile per quegli atti di cannibalismo

Nemmeno un anno dopo, nel 1521,  Hernán Cortés, venuto a sapere dei prigionieri trattenuti a Tecoaque, ordinò a Gonzalo de Sandoval di punire severamente la città. La rappresaglia fu immediata e cruenta, anche se gli abitanti della cittadina non restarono con le mani in mano. Dagli scavi si è infatti dedotto che costruirono delle fortificazioni improvvisate, e cercarono anche di occultare le ossa dei prigionieri uccisi e cannibalizzati.

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Nulla servì però ad evitare l’ira degli spagnoli, che massacrarono tutti quelli che trovarono, ivi comprese le donne e i bambini. Infatti gli archeologi hanno trovato delle ossa femminili sepolte in una posizione tale che si intuisce come stessero cercando di proteggere dei corpi di creature infanti. Tecoaque fu distrutta, e quello stesso anno Cortés conquistò la capitale Azteca, una conquista che non mancò di efferatezze e crudeltà da ambo le parti.

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