Uno studio di Shanghai presenta i primi protagonisti artificiali e il settore teme tagli e sostituzioni
- Uno studio cinese ha annunciato due attori digitali creati con intelligenza artificiale per una serie breve
- I personaggi hanno già profili social e interagiscono con il pubblico come vere celebrità
- Parte del pubblico teme la perdita di lavoro per comparse e tecnici del settore audiovisivo
- Gli attori AI ricordano visivamente star reali, alimentando nuove polemiche sull’uso dell’immagine
- Alcuni produttori parlano di sostituire ruoli secondari mantenendo le star umane per la promozione
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale arriva anche sul set, e non in ruoli marginali. Una società di produzione di Shanghai ha annunciato il debutto ufficiale di due attori completamente generati dall’intelligenza artificiale, destinati a recitare in una nuova serie breve. Il progetto segna un passaggio simbolico: non più effetti digitali, ma interpreti virtuali con identità e carriera propria.
I due protagonisti digitali, Qin Lingyue e Lin Xiyan, sono stati presentati come vere star emergenti. Hanno già account social dedicati, post regolari e promesse di interazione con i fan, proprio come attori in carne e ossa. La loro prima apparizione è prevista nella serie The Qinling Bronze Occult Chronicles, una produzione pensata per il formato breve sempre più popolare.
Tra entusiasmo e timori per il lavoro umano
L’annuncio ha generato reazioni contrastanti. Da un lato curiosità e interesse per l’innovazione, dall’altro preoccupazioni concrete per l’occupazione nel settore audiovisivo. Molti utenti hanno sottolineato che la sostituzione degli attori potrebbe avere un effetto domino su numerose figure professionali.
Il timore riguarda soprattutto comparse, stunt, tecnici luci, truccatori e personale di produzione, ruoli che potrebbero essere progressivamente rimpiazzati da modelli digitali. L’idea di set sempre più automatizzati alimenta il dibattito sul futuro del lavoro creativo e sulla sostenibilità dell’industria.
Somiglianze con star reali e polemica sull’immagine
A rendere la discussione ancora più accesa è la somiglianza degli attori virtuali con celebrità reali. Alcuni osservatori hanno notato che Qin Lingyue ricorda l’attore Zhai Zhilu, mentre Lin Xiyan sembra combinare tratti di più attrici popolari. Questo ha riaperto il tema della riproduzione digitale dell’aspetto umano e dei limiti etici dell’intelligenza artificiale.
Non tutti però vedono l’AI come una minaccia diretta. Alcuni produttori parlano di sostituzione graduale solo per ruoli secondari, mantenendo le star umane come volto principale delle produzioni. L’obiettivo dichiarato sarebbe ridurre i costi senza rinunciare al richiamo mediatico degli attori reali.
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Un cambiamento già in corso nell’industria globale
Il dibattito non riguarda solo la Cina. Anche in Occidente stanno emergendo progetti con attrici virtuali e performer digitali, pensati per produzioni future. L’idea di celebrità create interamente al computer non è più fantascienza, ma una possibilità concreta. Per ora gli attori umani restano centrali, soprattutto per promozione e visibilità. Ma l’arrivo delle prime star artificiali segnala che il confine tra performance reale e digitale sta diventando sempre più sottile. E il prossimo provino, forse, potrebbe non richiedere nemmeno la presenza fisica.

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- https://www.odditycentral.com/news/chinese-film-studio-sparks-controversy-by-officially-introducing-ai-actors.html
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- https://www.channelnewsasia.com/east-asia/china-generative-ai-microdramas-copyright-creative-concerns-6043656
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