L’incredibile batterio che può trasformare i metalli tossici in pepite d’oro

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L’incredibile batterio che può trasformare i metalli tossici in pepite d’oro

| 10/06/2020
L’incredibile batterio che può trasformare i metalli tossici in pepite d’oro

Il batterio “Re Mida”

  • Di solito si pensa a ogni batterio in maniera negativa, ma ne esiste uno che è stato studiato con grande interesse dai ricercatori belgi
  • Il nome è lungo e complicato, β-Proteobacterium Cupriavidus metallidurans, ma gli impieghi in ambito minerario sono sorprendenti
  • Le pepite d’oro create dal batterio vengono definite “secondarie” dagli scienziati, ma sempre di pepite si tratta

Non è tutto oro quello che luccica e il metallo più prezioso può nascere anche dai processi più impensabili. Ne è un chiaro esempio β-Proteobacterium Cupriavidus metallidurans. Il nome è lungo e complicato e si riferisce a un batterio studiato con attenzione dai ricercatori e che potrebbe essere ribattezzato “Re Mida”.

Alcuni scienziati belgi hanno approfondito l’organismo in questione soprattutto la sua resistenza agli ambienti che sono ricchi di metalli pesanti. Il batterio è stato isolato dopo alcune lavorazioni dello zinco e con grande stupore si è capito che c’è un legame molto stretto con l’oro stesso. Uno dei ceppi del batterio in questione è capace di velocizzare la precipitazione del prezioso metallo, più precisamente la formazione di vere e proprie pepite che vengono definite “secondarie” (ma pur sempre pepite sono).

Nessun carbonio organico

L’abilità è speciale e quasi unica e dipende dal fatto che riesce a sopravvivere senza che ci sia bisogno di carbonio organico, mentre invece non riesce a fare a meno dei minerali. Anche i batteri possono essere utili? Secondo chi ha condotto questi esperimenti scientifici, potranno cambiare il futuro e in particolare l’estrazione dell’oro presente nel pianeta.

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Tra l’altro, il batterio “Re Mida” può essere sfruttato persino per rendere meno tossiche le scorie delle lavorazioni minerarie del pregiato metallo, visto che spesso si dimentica quanto siano inquinanti e dannose per l’ambiente. In poche parole, il β-Proteobacterium Cupriavidus metallidurans è più buono e vantaggioso di quello che ci si potrebbe immaginare e potrebbe riservare ancora altre sorprese.

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