Caffè patrimonio dell’Unesco? La Campania dice sì

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Caffè patrimonio dell’Unesco? La Campania dice sì

| 05/08/2020
Caffè patrimonio dell’Unesco? La Campania dice sì

Un caffè e non ci penso più.

  • Non solo una bevanda a cui non sappiamo rinunciare
  • La Campania ha richiesto di rendere il caffè patrimonio dell’UNESCO
  • Oltre alla pizza e alle strade di Napoli, c’era bisogno di un tocco di energia
  • Il caffè non è solo una bevanda ma anche una scusa per staccarsi dalla scrivania
  • La tazzulella fa girare l’economia. Un espresso ci salverà?

 

Il caffeuccio tanto amato da Carmelita potrebbe diventare molto più di quello che siamo abituati a pensare. A dichiararlo sarebbe la Regione Campania, con tanto di firma del suo presidente, che ormai siamo abituati a immaginare armato di lanciafiamme.

Ma stavolta si parla di una richiesta dai toni decisamente pacifici. Perché la notizia è quella dell’invio all’agenzia Onu di un dossier per fare in modo che il “caffè espresso napoletano” diventi parte del Patrimonio Unesco, come tante altre unicità Made in Italy.

Accanto al centro storico di Napoli, alla dieta mediterranea e alla pizza, infatti, si piazzerebbe benissimo anche un’altra di quelle eccellenze a cui è molto difficile rinunciare: sì, proprio lui, il signor caffè.

Il motivo non è solo da ricercare nel suo aroma inconfondibile. E nemmeno nel fatto che, senza l’amata tazzina, molti di noi non riuscirebbero nemmeno a infilare un passo fuori di casa (il famoso patrimonio del NUNESCO).

A ciascuno il suo 

Il caffè sarebbe, dunque, da considerarsi un elemento di alto valore sociale e culturale.

“Il caffè è un rito tutto napoletano che ha dato vita a tradizioni diffuse ovunque, come quella del caffè sospeso che evoca il senso dell’ospitalità, solidarietà e convivialità. Il dossier, redatto da un gruppo di esperti professori universitari, antropologi e giuristi, sintetizza questa dimensione e racconta il valore identitario della cultura del caffè, per i napoletani, i campani, e tutti gli italiani”  spiegano gli autori del documento. Per scriverlo, non c’è dubbio, di tazzine ne avranno bevute un bel po’.

Perfetto per tirarci su

Insomma, il caffè è amato anche da personaggi celebri come Eduardo De Filippo o Pino Daniele, che ne hanno decantato le proprietà. Ma diventa anche un rito da condividere con gli amici, una scusa per staccarsi dalla sedia in ufficio, un sinonimo di “pausa”.

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Ultimo, ma non meno importante, il lato economico. Dimenticando le bestemmie di quando ci hanno chiesto cifre da capogiro per sorseggiare la bevanda energizzante, c’è da dire che anche i tanti caffè presi al bar facciano girare l’economia. Non ci resta che attendere il verdetto,  sperando che non sia una ciofeca.

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