I canguri possono comunicare con gli umani, e anche chiedere aiuto

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I canguri possono comunicare con gli umani, e anche chiedere aiuto

| 23/12/2020
Foto di sandid da Pixabay

Non solo gli animali domestici possono comunicare con gli umani, ma anche i canguri

  • Quando un cane ha fame, si sa far capire molto bene dal suo padrone
  • Ma a quanto pare i canguri non sono da meno
  • Per quanto siano animali selvatici, i canguri dimostrano di avere la capacità di comunicare con gli umani
  • Lo hanno scoperto i ricercatori delle Università di Sydney e Roehampton, in Australia
  • Se un canguro vuole del cibo, chiede aiuto ad un umano se non ce la fa da solo a raggiungerlo

 

Sappiamo bene quanto siano abili a comunicare i nostri animali domestici. Cani e gatti, dopo secoli di domesticazione, sono diventati capaci di farci capire le loro necessità pur non usando il nostro linguaggio. Uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters, e condotto dai ricercatori delle Università australiane di Sydney e Roehampton, aprono però scenari inediti in tal senso.

Il gruppo di studiosi, guidato dal dottor Alan McElligott, ha analizzato il comportamento dei canguri, che sono animali selvatici. Hanno messo loro davanti una scatola con del cibo all’interno. Gli animali non riuscivano ad aprire la scatola, ma accanto a loro c’era una persona che li osservava. Il canguro allora ha provato a comunicare con gli umani, guardandoli intensamente, proprio come fanno i cani.

Come fanno i canguri a comunicare con gli umani

Il modo con cui i canguri fanno capire cosa vogliono, chiedendo aiuto, è lo stesso che usano sia gli animali domestici che gli animali da cortile, come le capre. Fissano l’umano, in modo intenso, magari alternando lo sguardo tra la scatola in cui è contenuto il cibo e l’umano. Oppure danno dei piccoli colpi con il naso al braccio del ricercatore, o lo grattano con la zampa.

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Questo vuol dire, secondo i ricercatori, che la comunicazione non verbale che esiste tra mondo animale e umani non è frutto dell’addomesticamento. Si tratta di qualcosa di innato ed istintuale, e tale scoperta, se confermata, apre scenari del tutto inediti all’interazione tra esseri a due e a quattro zampe.

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