I capodogli del Mediterraneo stanno sviluppando nuovi dialetti e li tramandano di generazione in generazione

Commenti Memorabili CM

I capodogli del Mediterraneo stanno sviluppando nuovi dialetti e li tramandano di generazione in generazione

| 27/08/2026
Fonte: Pexels

Gli scienziati scoprono che i giganti marini cambiano accento a seconda della zona e ricordano persino i vecchi richiami

  • Un team guidato dall’Università di St. Andrews ha scoperto che i capodogli del Mediterraneo modificano i loro dialetti vocali e li tramandano nel tempo
  • Fino a oggi si pensava che questi cetacei, arrivati circa 20 mila anni fa, appartenessero tutti a un unico clan vocale caratterizzato dallo schema “3+1”
  • Lo studio basato su vent’anni di registrazioni rivela che gli esemplari dell’area orientale usano una versione modificata e più rapida del classico richiamo
  • Gli scienziati hanno notato che i gruppi orientali ricordano e riproducono all’occorrenza anche la versione più lenta tipica del bacino occidentale
  • I ricercatori evidenziano l’importanza di questa scoperta per la tutela di una specie minacciata da collisioni navali e reti da pesca

 

Chi pensava che le discussioni sui dialetti regionali fossero un’esclusiva tutta umana dovrà presto ricredersi davanti alle ultime scoperte oceanografiche. Un team internazionale di ricerca guidato dall’Università di St. Andrews ha appena pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B uno studio sorprendente sulle abitudini linguistiche dei capodogli che popolano il nostro mare. Pare proprio che questi imponenti giganti marini non si limitino a nuotare, ma si divertano a modificare i loro sistemi di comunicazione. Nel corso del tempo e delle generazioni, i cetacei sviluppano nuovi dialetti vocali pur conservando gelosamente la memoria storica dei richiami del passato, quasi come se non volessero dimenticare le proprie origini familiari.

I capodogli fecero il loro ingresso trionfale nel bacino del Mediterraneo circa 20 mila anni fa attraverso lo Stretto di Gibilterra, per poi stabilirsi progressivamente in tutto il territorio. Oggi questa popolazione conta pochissime migliaia di esemplari, geneticamente isolati dagli oceani e purtroppo minacciati costantemente da reti da pesca e collisioni con le imbarcazioni. Per identificarsi e riconoscere il proprio gruppo sociale di appartenenza, questi animali utilizzano le cosiddette code, ovvero brevi sequenze di clic acustici. Fino a pochissimo tempo fa si riteneva che tutti gli esemplari del “Mare Nostrum” appartenessero a un unico grande clan vocale, unito dallo schema acustico standard denominato “3+1”, caratterizzato da tre clic rapidi, una pausa e un ultimo clic finale.

Lo scontro linguistico tra est e ovest e l’inaspettata memoria storica dei giganti

Analizzando con pazienza ben vent’anni di registrazioni acustiche sottomarine, i ricercatori hanno scoperto che la realtà è decisamente più frammentata e complessa del previsto. I gruppi di capodogli che frequentano il bacino orientale, in particolare nei pressi della Fossa Ellenica, hanno sviluppato una versione modificata e più rapida del classico codice d’identificazione “3+1” rispetto ai cugini occidentali che nuotano intorno alle Isole Baleari. Come spiegato dallo studioso Taylor Hersh, questo insolito fenomeno linguistico riflette la colonizzazione progressiva del mare da ovest verso est. La vera sorpresa, però, è che in alcune occasioni i gruppi orientali tornano a usare la versione lenta originale, dimostrando di possedere una straordinaria memoria biologica di entrambi i dialetti.

Leggi anche: Sapevi che le feci di balena sono essenziali per il nostro Pianeta?

Questa inattesa scoperta non rappresenta soltanto una curiosità scientifica per gli appassionati di biologia marina, ma si rivela un potenziale e prezioso strumento per la tutela attiva di questa specie a grave rischio di estinzione. Come opportunamente ricordato dal ricercatore Txema Brotons, la storia culturale del nostro bacino idrico non è una proprietà esclusiva delle civiltà umane. Mentre gli esseri umani sviluppavano le proprie identità, lingue e culture sulle sponde del Mediterraneo, anche i capodogli tramandavano le proprie tradizioni di generazione in generazione. Il nostro mare si conferma così uno straordinario spazio di diversità culturale condivisa, dove l’evoluzione biologica e quella sociale di specie diverse convivono da millenni.

Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend