Cesare Serviatti, il “Barbablù degli annunci matrimoniali” che sconvolse l’Italia

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Cesare Serviatti, il “Barbablù degli annunci matrimoniali” che sconvolse l’Italia

| 10/09/2026
©RAI

Nel 1932 cercava donne con gli annunci matrimoniali: il caso Serviatti torna su Rai 2

  • Cesare Serviatti usava gli annunci matrimoniali sui giornali per conoscere donne sole
  • Paola Gorietti, 39 anni, partì per La Spezia convinta di doverlo sposare
  • Il caso esplose dopo il ritrovamento di tre valigie contenenti resti umani tra Roma e Napoli
  • Quando Serviatti venne arrestato, secondo la ricostruzione storica della Polizia, era in casa con la moglie e con un’altra donna indicata come la sua amante
  • La vicenda è al centro di “Cronaca di un crimine”, in onda venerdì 11 settembre alle 23.25 su Rai 2

 

Nel 1932 Tinder non esisteva. Nemmeno le app, i DM, le foto con il cane prese in prestito dall’amico e tutte quelle piccole meraviglie che oggi rendono semplice capire immediatamente che forse è meglio non rispondere.

Chi cercava marito o moglie poteva però affidarsi agli annunci matrimoniali sui giornali. Ed è qui che entra in scena Cesare Serviatti, uno che gli annunci matrimoniali li usava eccome, ma con intenzioni decisamente diverse da quelle dichiarate.

La sua storia è al centro di Cronaca di un crimine, il documentario in onda venerdì 11 settembre alle 23.25 su Rai 2 e poi disponibile su RaiPlay. Il caso, però, vale la pena raccontarlo anche prima di accendere la televisione. Perché contiene una di quelle sequenze di fatti che sembrano inventate male e invece sono successe davvero.

L’annuncio diceva “scopo matrimonio”. Il problema era tutto il resto

Tra le donne finite nella rete di Serviatti ci fu Paola Gorietti, 39 anni, cameriera presso una famiglia borghese. Paola era nubile e cercava nel matrimonio non soltanto una relazione, ma anche una possibilità di cambiare la propria condizione. Rispose quindi a un annuncio pubblicato su un giornale. Secondo la documentazione dell’Ufficio storico della Polizia di Stato, l’inserzione attribuita a Serviatti diceva:

“Pensionato, 450 lire mensili, conoscerebbe signorina con mezzi, preferibilmente cameriera, scopo matrimonio”. Praticamente una bio sentimentale del 1932. Molto essenziale, nessuna foto davanti a una macchina sportiva, un obiettivo chiarissimo: matrimonio. Peccato per tutto il resto.

La documentazione storica riferisce che Paolina Gorietti – il nome compare nelle fonti anche come Paola – partì per La Spezia il 4 novembre 1932, convinta che avrebbe sposato Serviatti. L’11 novembre spedì una lettera all’amica Olga Melgradi. Poi scomparve.

Poco dopo, tra Roma e Napoli, furono ritrovate tre valigie contenenti resti umani. Le indagini avrebbero portato proprio a Paola Gorietti e a Cesare Serviatti. Altro che “scopo matrimonio”.

Secondo la ricostruzione proposta dal documentario, Serviatti sfruttava la solitudine e le aspettative delle donne con cui entrava in contatto, conquistava la loro fiducia, le attirava da lui, le derubava e poi le uccideva. La parte più disturbante è forse proprio questa: non gli serviva un sistema particolarmente sofisticato. Gli bastavano poche righe su un giornale e una promessa credibile per l’epoca.

E quando lo arrestarono c’erano già moglie e amante

La storia potrebbe tranquillamente fermarsi qui. Invece no. Secondo la ricostruzione dell’Ufficio storico della Polizia di Stato, Serviatti venne arrestato il 14 dicembre 1932 nella sua abitazione di Roma mentre era in compagnia della moglie e di un’altra donna indicata come la sua amante.

Sì. L’uomo che pubblicava annunci matrimoniali proponendosi alle donne come possibile marito aveva già una moglie. E al momento dell’arresto era presente anche l’amante.

La “situazione sentimentale complicata”, diciamo, aveva già abbondantemente oltrepassato il livello esperto. Il dettaglio è riportato nella ricostruzione storica della Polizia di Stato e rende ancora più evidente quanto il matrimonio fosse, per Serviatti, soltanto una messinscena utile ad avvicinare le vittime. Ed è proprio qui che una storia del 1932 diventa stranamente riconoscibile.

Non perché gli annunci matrimoniali di un secolo fa siano uguali alle app di incontri di oggi, ovviamente. Ma perché il trucco alla base è molto più antico di qualunque tecnologia: presentarsi come la persona che l’altro spera di incontrare. Il supporto cambia. La manipolazione, molto meno.

La storia torna in TV con “Cronaca di un crimine”

A riportare oggi l’attenzione sul caso è “Cronaca di un crimine”, prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari e diretto da Fabrizio Silvestri, autore anche del soggetto. La sceneggiatura è firmata da Silvestri insieme a Walter Garibaldi.

Il documentario non racconta soltanto l’indagine e il funzionamento delle prime tecniche investigative moderne dell’epoca, ma prova anche a ricostruire il contesto in cui vivevano donne come Paola Gorietti. Per una donna sola nell’Italia degli anni Trenta, essere nubile non era semplicemente uno stato civile da selezionare in un menu a tendina. Poteva significare pressioni sociali, minori possibilità economiche, isolamento e una fortissima aspettativa nei confronti del matrimonio.

Ed è anche su questa vulnerabilità che Serviatti poteva fare leva.

Il documentario usa quindi il caso per parlare di condizione femminile, violenza di genere e manipolazione, cercando un collegamento con dinamiche che, pur in forme molto diverse, non appartengono esclusivamente agli anni Trenta.

A ricostruire il contesto storico e psicologico intervengono Liliosa Azara, sociologa; Mauro Canali, storico; Armando Palmegiani, criminologo; Fabio Sanvitale, giornalista investigativo; e Vincenzo Maria Mastronardi, psichiatra criminale. Il documentario contiene inoltre contributi di Dalila Ranalletta, Manuela Saccente e Don Lucio Boldrin. Per chi vuole approfondire il caso, Serviatti compare anche nel volume Sangue sul Tevere, di Armando Editore.

La parte tecnica del documentario vede Bruno Cascio alla fotografia, Fabio Pisterzi al montaggio, Ciro Vinci e Gianluca Zanna alle musiche e l’avvocata Silvia Morescanti alla supervisione legale.

Quasi un secolo dopo, resta soprattutto l’assurdità terribile da cui era cominciato tutto: una donna cercava marito leggendo un annuncio sul giornale. L’uomo dall’altra parte aveva già moglie, amante e tutt’altro progetto per lei.

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