Coppia ruba 2 milioni in monetine dai parchimetri senza essere scoperta per anni

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Coppia ruba 2 milioni in monetine dai parchimetri senza essere scoperta per anni

| 30/06/2026
Fonte: Pexels

Furto record in Germania: rubano quasi 2 milioni in monetine dai parchimetri

  • Una coppia in Germania ha sottratto quasi 2 milioni di euro dai parchimetri della città di Kempten nell’arco di circa dieci anni
  • L’uomo, ex dipendente comunale, avrebbe sfruttato accesso a chiavi e informazioni per svuotare i dispositivi in modo mirato
  • Il sistema prevedeva controlli sui parchimetri, ma le irregolarità iniziali non sono state considerate abbastanza gravi
  • La scoperta è arrivata grazie a una banca che ha segnalato versamenti sospetti di grandi quantità di monete
  • I due, con uno stile di vita dispendioso, sono ora sotto processo e la città ha modificato le procedure di sicurezza

 

A Kempten, cittadina bavarese da circa 70mila abitanti, la vicenda ha assunto i contorni di un caso quasi paradossale. Una coppia è accusata di aver messo insieme, nel tempo, un bottino vicino ai 2 milioni di euro prelevati dai parchimetri comunali. Tutto sarebbe iniziato con piccoli ammanchi, quasi invisibili, che nessuno ha ritenuto allarmanti.

L’uomo, ex dipendente comunale, avrebbe avuto accesso alle informazioni interne e alle chiavi necessarie per aprire i dispositivi. Secondo quanto emerso, la moglie avrebbe collaborato nella gestione dei proventi. Le autorità sottolineano come il sistema di controlli non abbia intercettato per anni una sottrazione così sistematica.

Il metodo: tra chiavi, orari e parchimetri “selezionati”

Il presunto schema era semplice quanto costante. Ogni settimana, in coincidenza con lo svuotamento ufficiale dei parchimetri, l’uomo avrebbe selezionato quelli più “ricchi”, individuati grazie a controlli informatici interni. In altri casi, sarebbero stati scelti dispositivi guasti o in manutenzione, più facili da aprire senza attirare attenzione.

Le monete venivano raccolte e poi fatte sparire nel flusso dei depositi bancari o convertite tramite servizi automatici. Le ricevute, secondo le accuse, non venivano inserite nei sistemi comunali, rendendo i furti invisibili. Nel tempo, l’operazione sarebbe diventata sempre più frequente, trasformandosi in un’abitudine difficile da fermare.

Un tenore di vita sotto osservazione

La svolta è arrivata quando una banca ha segnalato versamenti anomali, legati a ingenti quantità di monete. Da lì sono partite le indagini che hanno portato al collegamento con gli ammanchi comunali, inizialmente sottovalutati perché considerati di entità limitata.

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Parallelamente, è emerso uno stile di vita piuttosto elevato: spese consistenti, attività legate all’allevamento di cavalli e auto di valore. Elementi che hanno rafforzato i sospetti. Oggi i due sono sotto processo e la città ha già rivisto completamente il sistema di gestione dei parchimetri, introducendo controlli più rigidi e nuove misure di sicurezza.

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