Dalle chat quotidiane ai profili psicologici invisibili
- Uno studio dell’ETH di Zurigo ha analizzato 668 utenti e 62.090 conversazioni con ChatGPT
- Le chat possono permettere di inferire tratti della personalità secondo il modello Big Five OCEAN
- L’accuratezza cresce in alcuni casi, con un +44% sull’estroversione nelle conversazioni personali
- Le conversazioni rivelano dati indiretti su abitudini, emozioni e modo di comunicare
- L’accumulo delle chat crea rischi di profilazione psicologica e uso improprio dei dati
Il lavoro dei ricercatori dell’ETH di Zurigo parte da un materiale imponente: 668 partecipanti e oltre 62.000 conversazioni analizzate. L’obiettivo era capire se una cronologia di ChatGPT potesse rivelare aspetti della personalità degli utenti. I dati sono stati incrociati con test psicologici basati sul modello Big Five OCEAN, che misura estroversione, gradevolezza, coscienziosità, stabilità emotiva e apertura mentale.
Nel confronto tra test e conversazioni emerge un risultato sorprendente: i modelli di analisi riescono a stimare alcuni tratti con una precisione superiore al caso. In particolare, nelle conversazioni su relazioni e riflessioni personali, l’estroversione mostra un miglioramento del 44% rispetto alla baseline. Anche dettagli apparentemente neutri, come tono o frequenza delle richieste, diventano indicatori utili per il sistema.
Cosa raccontano davvero le conversazioni quotidiane
Le chat con strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude sono ormai parte della vita quotidiana. Si usano per lavoro, studio, viaggi o problemi personali. Proprio questa normalità rende il fenomeno interessante: ogni interazione contiene tracce della vita privata, anche quando sembra banale o puramente tecnica.
Secondo lo studio, non serve una confessione esplicita per costruire un profilo. Bastano ripetizioni, temi ricorrenti, esitazioni e scelte linguistiche. Chi usa l’AI come diario emotivo o consulente involontario contribuisce a creare un archivio comportamentale. L’insieme di queste informazioni produce una mappa progressiva della personalità digitale.
Profilazione, rischi e uso dei dati nel tempo
Il punto critico emerge con l’accumulo. Una singola chat è innocua, ma una lunga cronologia diventa un profilo strutturato. I ricercatori parlano di rischio di profilazione su larga scala, con possibili usi che vanno dalla pubblicità mirata alla manipolazione comportamentale, fino a scenari politici più complessi.
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Nel dibattito entra anche il tema del potere tecnologico, con riferimenti a realtà come Palantir e alla crescente integrazione tra dati e sistemi decisionali. A questo si aggiunge la cosiddetta cognitive surrender, cioè la tendenza a delegare sempre più il ragionamento all’AI. Lo studio suggerisce soluzioni preventive: filtri locali, impostazioni opt-in e strumenti di protezione dei dati già prima dell’invio, per limitare la raccolta di informazioni sensibili senza ridurre l’efficacia del servizio.

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- https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/social-e-web/la-tua-cronologia-su-chatgpt-puo-dire-allia-piu-di-quanto-pensi-sulla-tua-personalita/
- https://arxiv.org/abs/2604.19785
- https://www.semanticscholar.org/paper/Can-LLMs-Infer-Conversational-Agent-Traits-from-Cogendez-Zimmermann/f1aca5ca7cca3e47aaea0d017ae39d1682da5f9e
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