La sua richiesta è chiara: un consiglio, un aiuto, forse anche una “cazziata” se ce la merita. Vuole capire se ha effettivamente commesso un errore o se c’è più da esplorare in questo cambiamento dell’amicizia. Una vicenda che mette in luce quanto la malattia o la disabilità possano ridefinire anche i legami più consolidati, e quanto sia difficile trovare un equilibrio tra bisogno di empatia e voglia di restare sé stessi.
Se ti fa piacere, la prossima mossa potrebbe essere mostrarci il testo della chat: vedere le parole usate e il tono dello scambio può aiutare a capire se sia ancora possibile ricostruire il dialogo (o come farlo), oppure se serva altro per affrontare la frattura.






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