Tra il terzo e il quarto anno crolla l’effetto degli ormoni e il vero pericolo per la coppia diventa l’indifferenza
- Le prime crepe nelle relazioni di coppia si manifestano già tra il terzo e il quarto anno
- Nei primi due anni di relazione un mix di ossitocina, dopamina e serotonina maschera i difetti del partner rendendoli tollerabili
- Il calo naturale degli ormoni dell’innamoramento fa emergere le imperfezioni dell’altra persona creando le prime incomprensioni
- Nelle fasi successive della vita a due influiscono negativamente lo stress lavorativo, i figli adolescenti e la cura dei genitori anziani
- Il rischio principale per la stabilità della coppia non è il litigio ma l’indifferenza, superabile attraverso un dialogo aperto sul mutamento del rapporto
L’espressione “crisi del settimo anno” ha spaventato generazioni di innamorati, ma a quanto pare la data di scadenza della pace coniugale va decisamente aggiornata. Stando ai dati recenti riportati da Supereva, le prime scosse d’assestamento all’interno di una relazione tendono a manifestarsi molto prima del previsto, piazzandosi con precisione tra il terzo e il quarto anno di convivenza o fidanzamento. Insomma, non occorre attendere quasi un decennio per iniziare a guardare il partner con un pizzico di perplessità.
La ragione di questo anticipo sui tempi è di natura del tutto biochimica. Nei primi ventiquattro mesi il nostro cervello viene letteralmente inondato da un micidiale cocktail di dopamina, ossitocina e serotonina, una miscela chimica che funziona come un anestetico naturale sulle imperfezioni dell’altro. Quando la fase dell’infatuazione cala e la routine prende il sopravvento, questa difesa ormonale viene meno. Risultato? Quei difetti prima considerati persino simpatici si trasformano improvvisamente in fastidi quotidiani del tutto insopportabili.
L’indifferenza come nemico silenzioso e la soluzione del dialogo
Per altre coppie, la tempesta decide invece di abbattersi più avanti negli anni, spinta dalle inevitabili pressioni dell’età adulta. A complicare le cose intervengono i momenti di massimo stress per la carriera, la complessa gestione dei figli adolescenti o la necessità di prestare assistenza ai genitori anziani. Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, il pericolo numero uno per la tenuta di un legame sentimentale non è rappresentato dai litigi animati, ma dal silenzioso e progressivo insorgere dell’indifferenza.
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Quando le manifestazioni d’affetto sfumano, si finisce per rifugiarsi in uno stile di vita isolato, cercando riparo in spazi personali, abitudini solitarie e cerchie di amicizie separate. Per evitare che la distanza diventi incolmabile portando alla rottura definitiva, la ricetta fondamentale rimane la capacità di dialogare. Parlarsi con sincerità e prendere atto che il rapporto sta cambiando è l’unico modo per costruire un equilibrio nuovo e più maturo, salvando la vita a due dalla trappola dell’apatia.

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- https://www.supereva.it/crisi-del-settimo-anno-no-ecco-quando-lamore-puo-raggiungere-il-punto-piu-basso-100397
- https://www.focus.it/comportamento/sessualita/crisi-del-settimo-anno-esiste-una-ragione-biologica
- https://www.matrimonio.com/articoli/crisi-del-settimo-anno-mito-o-realta--c10702
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