Scoperto il cuore più antico del mondo: ecco a chi apparteneva

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Scoperto il cuore più antico del mondo: ecco a chi apparteneva

| 05/10/2022
Fonte: Facebook

Rivenuto il cuore di un fossile risalente a 380 milioni di anni fa

  • Il cuore e altri tessuti molli di un pesce predatore si sono conservati nel corso di 380 milioni di anni
  • A rinvenire il fossile dell’animale, noto come Gogo, è stato un team di paleontologi
  • Ci sono una serie di ragioni che fanno sì che la scoperta sia davvero straordinaria
  • Solitamente a conservarsi sono le ossa
  • Inoltre, cuore, fegato, stomaco e intestino si sono preservati in tre dimensioni

 

In Australia un gruppo di paleontologi ha fatto una scoperta davvero straordinaria. Gli scienziati hanno trovato il fossile di un pesce predatore noto come Gogo, la cui anatomia è molto simile a quella del moderno squalo. Il fossile è davvero antichissimo: basti pensare, infatti, che risalirebbe a circa 380 milioni di anni fa, ovvero al tardo periodo Devoniano.

Proprio per questa ragione, è stato decretato senza il minimo dubbio il cuore più antico mai rinvenuto al mondo. A rendere davvero straordinario il ritrovamento, del resto, è proprio la peculiarità di quanto si è mantenuto nel corso di questo incredibile arco temporale. Solitamente, infatti, a giungere fino a noi sono le ossa. I tessuti molli, invece, raramente possono essere preservati dall’azione corrosiva dei minerali. Inoltre, ad essersi conservato non è stato solo il cuore, ma anche altri organi interni come stomaco, fegato e intestino.

Il cuore dell’umanità

Per esaminare i tessuti molli dell’animale, gli scienziati si sono serviti di raggi X e fasci di neutroni. Il team di paleontologi ha spiegato: “La cosa davvero eccezionale dei pesci Gogo è che i loro tessuti molli sono preservati in tre dimensioni. La maggior parte dei casi di conservazione dei tessuti molli si trova in fossili appiattiti, dove l’anatomia molle è poco più di una macchia sulla roccia.

Per la prima volta, possiamo vedere tutti gli organi insieme in un pesce primitivo con mascelle, e siamo rimasti particolarmente sorpresi nell’apprendere che non erano così diversi da noi”. Secondo le analisi condotte, la caratteristica distintiva più peculiare sarebbe l’assenza di polmoni. La scoperta, quindi, ha confutato l’ipotesi secondo cui questi organi erano ancestrali nei vertebrati mascellari.

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Per via dell’incredibile contributo che il ritrovamento del fossile apporterà alle nostre conoscenze, il cuore più antico del mondo è stato ribattezzato “cuore dell’umanità”. Infatti, la scoperta sarà in grado di fornirci preziosissime informazioni sull’evoluzione delle specie viventi nel corso dei millenni.

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