Date un titolo a questa immagine, e la situazione sfugge di mano.

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E ve lo stiamo ancora a dire? Abbiamo postato l’ennesima immagine di un magro figuro che sporge armoniosamente da una porta, chiedendovi di dare un titolo all’immagine. In pochi minuti avete saturato tutto di commenti, che abbiamo raccolto per voi con la mancanza di sobrietà che ci contraddistingue.

Fatichiamo a pensare che sia solamente una comune immagine scattata da una fotocamera. Perché c’è molto, molto di più. Sembra quasi un quadro di Picasso. La prospettiva mette in risalto da un lato un paio di stivali e dall’altra uno sferoide non identificato. Gli stivali non sono dritti uno accanto all’altro, ma uno dei due è rovesciato. Ciò rivela l’intento dell’autore di voler appositamente rompere la simmetria delle cose, per dimostrare metaforicamente che nulla è perfetto.

La situazione è decisamente tesa. La rappresentazione di qualcosa che sta per succedere ma non è ancora successo, ma ha tutto il potenziale per accadere. Non è di qua, non è di là. E’ in un limbo oscuro tra l’azione e l’inazione. Il momento è triste, poiché raffigura l’attimo in cui l’uomo deve decidere se ritornare nel letto oppure adempiere ai bisogni per cui è stato congegnato dalla natura umana, istinti primari rappresentati dalla necessità di nutrirsi ed espellere i materiali in eccesso.

Non siamo ovviamente i soli ad aver visto uno stile artistico non comune e assolutamente non banale. Con i vostri occhi discreti siete riusciti a vedere oltre la semplice apparenza, andando a cogliere quelle 50 sfumature di bacon nascoste un po’ più in là. E come ogni volta, sono piovuti commenti come se in “The day after tomorrow” ci fosse stata una leggera pioggerella. Eccoveli serviti su un’imponente fetta di pane e burro d’arachidi:

BONUS

L’arte ha tante forme, e ad un quadro che si rispetti, una poesia può accompagnare solo.

 

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