EDUCAZIONE BATTIPANNIANA – la memorabilità degli strumenti educativi di un tempo

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Anche se ufficialmente sono state bandite dalla convenzione di Ginevra, si narra ci siano ancora armi che vengono usate, in alcune parti d’Italia, accompagnate da improperi in dialetto locale stretto. No, non parliamo delle lupare, ma degli “strumenti” con cui ogni bambino è stato educato, prima che il finto moralismo odierno avesse piano piano la meglio in ambito psico-pedagogico. 

Vieni qui che non ti faccio niente“. E’ questa la frase che nel 90% dei casi si ode a mo di grido di guerra prima che un battipanni, una “cucchiara” di legno o una ciabatta vengano scagliate contro ignari (ma non troppo) figli, che si sono erroneamente fidati della falsa benevolenza delle parole materne. Abbiamo deciso di dedicare questo articolo agli strumenti che probabilmente, più di ogni altra cosa, hanno insegnato a noi pargoli che fummo la distinzione tra giusto sbagliato, l’importanza del rispetto delle regole dettate dai nostri genitori e, ancora meglio, il prezzo che c’è da pagare quando si cerca di fare i furbi e si viene scoperti. Educazione Battipaniana, l’abbiamo chiamata (Nicolai Linin ti stai spostando te e la Siberia?).


Abbiamo postato sulla pagina Commenti Memorabili 2.0 questa foto, lasciando che fossero i vostri ricordi (sotto forma di commenti) a spiegare meglio quali fossero le reali conseguenze dell’uso di tali strumenti, rimanendo piacevolmente sorpresi dal pensiero comunque che vede i bambini di oggi lasciati troppo liberi di crescere senza la restrizione punitiva di una sana “battipannata” sul deretano, di uno zoccolo di mogano sulla tempia o di una cucchiaiata sulle gambe, facendo sì che il passarla troppo liscia tramuti il bambino di oggi in una testa di minchia di domani.
Ma adesso bando alle parole, come promesso vi lasciamo in eredità questa selezione di ricordi memorabili, scelti tra quelli postati in pagina:

 

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