Tra combustioni spontanee e overdose da oppio, le morti più assurde dell’epoca Vittoriana

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Tra combustioni spontanee e overdose da oppio, le morti più assurde dell’epoca Vittoriana

| 05/08/2020
Tra combustioni spontanee e overdose da oppio, le morti più assurde dell’epoca Vittoriana

L’epoca Vittoriana non dev’essere stato proprio un ottimo periodo in cui vivere.

  • Ci sono tanti modi fantasiosi di morire
  • In epoca Vittoriana però ce n’erano alcuni veramente curiosi
  • Le persone ignoravano alcune cose che oggi invece sono note
  • Questo le portava ad avere abitudini a dir poco pericolose
  • E ogni tanto qualcuno ci lasciava la pelle

 

Si, ok, vestiti pomposi e feste di corte ma anche colera, peste bubbonica ed un’aspettativa di vita un filino più bassa di oggi. Ma a parte le ovvietà, pare che in epoca Vittoriana i modi per morire fossero tanto innumerevoli quanto improbabili. Prendere fuoco spontaneamente, ad esempio. O perire avvelenati dall’arsenico. Ecco i modi più assurdi di morire solo un paio di secoli fa.

Avvelenamento da arsenico

Durante il Diciannovesimo secolo in moltissimi avevano le pareti della propria casa rivestite da un pigmento verde molto particolare chiamato Verde di Parigi. Inventato dal chimico tedesco-svedese Carl Wilhelm Scheele, fece la sua comparsa nel 1775. La sua vibrante tonalità verde accesa era dovuta, ahinoi, all’arsenico. Ma dobbiamo volare fino al 1862 per far si che qualcuno ricollegasse le misteriose morti di parecchi bambini alla tintura della carta da parati presente in praticamente qualsiasi casa inglese. A Limehouse, Londra, l’epidemia fu talmente diffusa che in molti iniziarono ad indagare, trovando nel colpevole la carta da parati delle camerette.

Ma il Verde di Parigi veniva utilizzato anche per numerosi altri manufatti come vestiti, cravatte, cappelli e spruzzato su frutta e verdura come insetticida. Dalla sua scoperta il vibrante Verde di Parigi fu reso illegale solo quasi centocinquant’anni dopo, nel 1903. Ad oggi potete trovare abiti tinti d’arsenico solo in qualche mostra dalle teche in vetro particolarmente spesse.

Una moda infiammabile

Un’altra tendenza in voga in epoca Vittoriana era  l’uso della crinolina. L’accessorio tanto in voga altro non era se non un’impalcatura con la struttura di una gabbia, leggera, da mettere sotto la gonna ed altamente infiammabile. Realizzate in seta o mussola, prendevano fuoco con estrema facilità, comportando morti tanto atroci quanto bizzarre. Quello che oggi può essere il poliestere più scadente, in epoca Vittoriana era la crinolina.

La questione dell’accessorio infiammabile fu presa relativamente sul serio dai giornali d’epoca. Nonostante le morti impietose, pare che una pagina datata 1858 recitasse: “vorremmo suggerire ad ogni donna che indossa una crinolina di girare con un valletto munito di un secchio d’acqua”. Grazie.

Combustione spontanea

Pare che in epoca Vittoriana le fiamme dominassero il regno del Tristo Mietitore: si trattava di combustioni spontanee. Gli scienziati dell’epoca trovavano fondata una correlazione tra alcolismo e combustione spontanea. Secondo loro il corpo di un bevitore accanito sarebbe stato in grado di esplodere in lapilli e fiammelle, lasciando intonse solamente le gambe.

La scienza un pelo più avanzata ha classificato la combustione spontanea come una conseguenza del cosiddetto “effetto stoppino”. Un corpo, dopo aver preso fuoco da una fonte esterna, continuerebbe a bruciare venendo alimentato dal suo stesso grasso.

Overdose da oppio

Per un certo periodo di tempo l’oppio è stato una medicina per bambini. Quello che potrebbe sembrarci un inquietante tentativo di drogare ed anestetizzare bambini troppo irrequieti, in epoca Vittoriana altro non era se non un rimedio come un altro, alla stregua di un comune antidolorifico.

Particolarmente diffuso il Cordial di Godfrey, utilizzato soprattutto dalle madri della classe operaia per tenere buoni i neonati mentre loro si recavano a lavoro. Purtroppo però le overdose accidentali si rivelarono piuttosto frequenti. Pare che nel solo 1854 tre quarti dei decessi dovuti ad un’overdose da oppio abbiano colpito bambini di età inferiore ai cinque anni.

Fabbriche letali

Le fabbriche erano popolari per riuscire ad uccidere in parecchi modi diversi. Le fabbriche di cotone di Manchester, ad esempio, rilasciavano nell’aria particelle di fibra che a lungo andare si accumulavano nei polmoni. La sicurezza sul lavoro era materia inesplorata e mani o capelli finivano spesso tra i macchinari.

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Se la passavano peggio i bambini a cui spettava l’ingrato compito di infilarsi sotto le macchine accese per recuperare oggetti vari caduti per sbaglio. Un momento di disattenzione e la frittata era fatta. Per fortuna all’alba del Ventesimo secolo diverse regolamentazioni resero il lavoro in fabbrica più sicuro, meno sfiancante e di certo meno letale.

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