La storia assurda del falso interprete per non udenti durante il funerale di Mandela

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La storia assurda del falso interprete per non udenti durante il funerale di Mandela

| 11/01/2019
La storia assurda del falso interprete per non udenti durante il funerale di Mandela

Nel 2013 ci fu la cerimonia per ricordare il leader sudafricano e per tradurre i discorsi nel linguaggio dei segni venne ingaggiato un falso interprete

Nelson Mandela non c’è più da cinque anni ormai ed è un peccato che il giorno in cui si doveva ricordarlo nel 2013 abbia visto come protagonista il personaggio più imprevedibile di sempre. Nel dicembre di quell’anno, infatti, ci fu la cerimonia in onore di colui che sconfisse l’apartheid in Sudafrica e parteciparono esponenti politici provenienti da tutto il mondo. Non poteva mancare quello che sembrava essere un normale interprete per tradurre i discorsi nel linguaggio dei segni.

La storia di quest’uomo è stata una di quelle più approfondite subito dopo il funerale, una vicenda assurda e clamorosa. L’evento fu seguito in televisione da milioni di persone ed era impossibile non accorgersi dell’individuo che si trovava dietro i vari leader che parlavano a turno.

Testa completamente calva, occhi spiritati e una espressione del viso di minuto in minuto sempre più convinta. Quello che si è scoperto sul suo conto in seguito ha fatto divertire e riflettere al tempo stesso.

Il falso interprete durante la cerimonia

Thamsanga Jantjie: è questo il nome dell’interprete che per qualche giorno è diventato famoso in tutto il pianeta. In realtà non era assolutamente in grado di tradurre nel linguaggio dei segni, fin dai primi momenti del suo lavoro si intuì che qualcosa non andava.

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