“Avete rubato la mia casa”: fantasma in un vecchio computer accusa padroni dell’abitazione

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“Avete rubato la mia casa”: fantasma in un vecchio computer accusa padroni dell’abitazione

| 29/03/2022
Fonte: Pixabay

I coniugi notarono fin da subito che qualcosa non andava tra le mura domestiche

  • Il termine “paranormale” è riferito a tutti quei fenomeni fisici e psichici scientificamente inspiegabili
  • Spesso si associa ad eventi relativi ad entità ultraterrene come i fantasmi
  • Uno degli episodi ancora oggi irrisolti è quello del computer che “nascondeva” un misterioso “scrittore”
  • Quest’ultimo accusò una coppia di essersi impadronita della sua casa tramite inquietanti messaggi inviati direttamente sull’elaboratore informatico
  • L’evento è riconducibile agli anni Ottanta e tutt’oggi privo di spiegazioni

 

Alcuni gadget tecnologici che ospitiamo nelle nostre case appaiono talmente realistici che a volte sembrano quasi “prendere vita”. Indipendentemente dal fatto che si creda o meno nel paranormale, è capitato spesso di visionare filmati o ascoltare testimonianze di persone che ne sono state “vittime” principali.

Uno dei casi più discussi ancora oggi riguarda un vecchio computer risalente agli anni Ottanta. In quel periodo, un fantasma utilizzò un vecchio elaboratore informatico per comunicare con una coppia di coniugi accusandola di essersi impossessata della sua casa.

La presenza inviava costantemente messaggi ai due nuovi “inquilini” nel tentativo di cacciarli dalle mura domestiche che reputava di sua proprietà. Ma ripercorriamo con ordine la vicenda.

Ken e Debbie si trasferirono in un fatiscente cottage del diciottesimo secolo nel Cheshire, Regno Unito, coronando il loro sogno d’amore. Fin da subito, però, notarono che qualcosa non andava. Impronte in zone particolari dell’abitazione, bisbiglii ed il costante presentimento di sentirsi osservati nutriva nei due una forte sensazione di inquietudine.

Tutta colpa di un computer

Un’escalation di eventi si susseguiva nel tempo fin quando, durante alcuni lavori di ristrutturazione, la coppia notò strane impronte a sei dita nella polvere che sembravano “camminare” sulle pareti che dividevano il bagno e la cucina. I due inizialmente non prestarono attenzione a ciò che avevano visto, considerandolo un mero scherzo messo in atto da qualche amico burlone.

Nelle settimane successive, però, marito e moglie furono protagonisti di ulteriori stranezze ed aneddoti che li fecero allarmare. Tra questi, una cospicua quantità di scatolette di cibo per gatti impilate ordinatamente a forma di piramide e la costante presenza di un qualcosa di inquietante e minaccioso.

Tempo addietro Ken, insegnante in una scuola locale, portò a casa un microcomputer che aveva preso in prestito dal laboratorio d’informatica. Subito dopo l’installazione del dispositivo, però, apparve un messaggio sullo schermo: una poesia che gettò in allarme la coppia.

Dopo il motivetto poetico si susseguirono altri messaggi, con il misterioso “scrittore” che chiedeva insistentemente a Ken e Debbie “chi fossero” ed accusandoli di avergli rubato casa.

Giorni dopo, arrivò un secondo messaggio altrettanto strano scritto in una versione arcaica dell’inglese. “Scrivo a nome di molti. Sei un uomo degno (buono) che ha una donna fantasiosa, e abiti nella mia casa, con luci che il diavolo fa. È stato un grande crimine aver rubato la mia casa. L.W.” recitava così il testo.

Nel corso del successivo anno e mezzo, continuarono ad apparire altre comunicazioni. Stufo della situazione, Ken decise di rispondere alle domande per cercare di scoprire l’identità del mittente.

L’identità dello “scrittore”

Il misterioso scrittore inizialmente rilasciò il nome di Lukas ma solo in seguito confessò di chiamarsi Thomas Harden o Hawarden. Quest’ultimo, inoltre, aggiunse di scrivere direttamente dal 2109.

Cercate di capire che voi avete uno scopo che nella vostra vita cambierà il volto della storia. Noi, che ci troviamo nel 2109, non dobbiamo influenzare i vostri pensieri ma darvi una sorta di guida che lascerà spazio al vostro destino. Tutto quello che possiamo dire è che siamo tutti parte dello stesso Dio, qualunque cosa sia, è.”

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Dopo gli strabilianti eventi, numerosi investigatori del paranormale vennero invitati nel cottage per cercare di capire cosa si celasse dietro “l’anima” del computer in questione. Nonostante le indagini, però, mai nessuno di loro è riuscito ad ottenere risposte.

 

 

 

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