Flirtare con l’intelligenza artificiale è tradimento? Per il 24% sì (e molto di più tra la Gen Z)

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Flirtare con l’intelligenza artificiale è tradimento? Per il 24% sì (e molto di più tra la Gen Z)

| 27/09/2026
Fonte: Pexels

I dati di un’indagine svelano la diffusione delle chat romantiche con i bot tra giovani e Gen Z

  • Un sondaggio condotto da Talker Research su 2.000 americani rivela che il 15% degli uomini e l’8% delle donne ammettono di aver flirtato con un chatbot AI
  • Tra i giovani della Generazione Z il dato sale al 27% sia per le conversazioni romantiche o intime sia per il coinvolgimento emotivo provato
  • Il 24% degli americani e il 36% dei ragazzi della Gen Z considera le chat provocanti con l’intelligenza artificiale come un vero e proprio tradimento
  • Gli esperti spiegano il fenomeno con la totale assenza di giudizio, la disponibilità h24 del software e il nullo rischio di rifiuto, pur evidenziando rischi di isolamento sociale
  • Uno studio su Psychological Science avverte che l’uso dell’AI come compagnia emotiva rischia di aumentare la solitudine, mentre il 44% prevede future relazioni affettive reali con i bot

 

Mentre l’intelligenza artificiale continua a collezionare ruoli nei settori professionali più svariati, un numero sempre maggiore di utenti decide di reclutarla per compiti decisamente più intimi: il corteggiamento virtuale. Stando a una recente indagine promossa da Talker Research su un campione di 2.000 cittadini statunitensi e rilanciata dalla testata Vice, la pratica del flirt con gli assistenti digitali sta prendendo piede rapidamente. I numeri parlano chiaro: il 15% del pubblico maschile dichiara di aver intrapreso conversazioni sentimentali o ammiccanti con un software di messaggistica, a fronte dell’8% del campione femminile.

Ad abbracciare questa abitudine con particolare slancio sono soprattutto i nativi digitali. All’interno della Generazione Z, infatti, ben il 27% degli intervistati conferma di essersi spinto verso interazioni a sfondo romantico o intimo con i chatbot, ammettendo nella medesima percentuale di aver provato un coinvolgimento emotivo reale. Le cifre calano drasticamente con il salire dell’età, registrando un 16% tra i Millennial, un 9% tra gli esponenti della Generazione X e un risicato 2% tra i Boomer.

Le cause della seduzione digitale e le prospettive future dell’infedeltà

Gli specialisti individuano tre fattori chiave alla base di questa attrazione verso gli schermi: la totale assenza di giudizio, la reperibilità continua h24 e la rassicurante assenza di qualsiasi rischio di rifiuto. Sebbene tali caratteristiche rendano questi strumenti un rifugio invitante per chi soffre di isolamento, una ricerca pubblicata su Psychological Science mette in guardia dagli effetti collaterali. L’impiego dell’algoritmo come succedaneo affettivo rischia infatti di amplificare, nel lungo periodo, il senso di solitudine percepita.

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Sul versante della vita di coppia, il fenomeno solleva quesiti etici non indifferenti. Il 24% degli americani bolla senza appello la chat romantica con il bot come una vera e propria forma di infedeltà coniugale. Paradossalmente, tra i ragazzi della Gen Z la quota di chi ritiene che flirtare con l’AI sia un inganno sale al 36%, dimostrando come la fascia più incline a usare la tecnologia sia anche quella che traccia i confini più rigidi nelle relazioni. Infine, il 44% del totale degli intervistati si dice convinto che la società del futuro svilupperà legami sentimentali autentici con le macchine.

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