“Con la quarantena mi privarono…” del mio autore ovvero la citazione sbufalata

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“Con la quarantena mi privarono…” del mio autore ovvero la citazione sbufalata

| 25/03/2020

Bella, anche se non è di Jung

  • Quarantena, fretta, Frezza e primavera
  • Fiorire lo stesso, anche senza Jung
  • Chi l’ha scritta davvero?

In tempo di quarantena è sicuramente aumentata la nostra presenza sui social media e insieme ad essa la diffusione di contenuti più o meno a tema. Non è da meno la citazione che inizia così: “Con la quarantena mi privarono della primavera, ma fiorii lo stesso…“. Cosa di più appropriato in tempi di 1) quarantena e 2) primavera? Senza nulla voler togliere al testo, che parla di libertà proprie e altrui e di valori ritrovati, ci tocca rivelare una cosa che non è nascosta tra le righe, ma proprio sulla copertina, almeno metaforicamente.

La citazione circola da giorni sui social, in testi Whatsapp e qualche video, con molte persone che l’hanno condivisa senza prendersi la briga di verificare di chi fosse il brano. L’ultimo in ordine di tempo sembrerebbe essere stato lo speaker radiofonico e scrittore Fabio Volo, che in trasmissione ha citato il brano attribuendolo all’ignaro Jung. Il testo delle varie diffusioni sembra essere fedele all’originale, ma ad essere infedele è la paternità, attribuita spesso a Carl Gustav Jung, che ha scritto tante cose belle di certo, ma questa proprio no. Uno dei padri fondatori della psicoanalisi era già passato a miglior vita da un bel pezzo quando questo è stato scritto. Anche quando è nato l’autore, a voler essere pignoli.

Spazio all’autore

frezza

Fonte: Pixabay

Abbiamo contattato l’autore della citazione: si chiama Alessandro Frezza, è un giovane scrittore italiano ed ha scritto questo testo pochi giorni fa. Ha all’attivo già cinque libri, ma non troverete questa citazione in uno di questi, almeno non ancora. Si tratta infatti di uno dei 1400 figliuoli, per usare la definizione dello stesso autore, che sta andando a zonzo senza il permesso del papà. Speriamo che la fuga serva almeno a renderlo un pochino più famoso, con buona pace di Jung.

Pare sia stato risolto l’arcano su come il brano sia stato attribuito erroneamente al defunto. Condiviso da una pagina dedicata allo psichiatra, è stata poi diffusa senza la citazione dell’autore. Qui sotto trovate il video del testo di Alessandro Frezza, con la voce di Paolo Fiorini. Godetevelo e condividetelo se volete, citando l’autore, possibilmente.

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