Come fanno i gatti ad entrare nei piccoli spazi? Questione di anatomia

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Come fanno i gatti ad entrare nei piccoli spazi? Questione di anatomia

| 16/11/2022
Fonte: Facebook

La capacità di infilarsi negli angoli più nascosti o in contenitori troppo piccoli è dovuta ad una particolare conformazione fisica

  • I gatti hanno un’incredibile flessibilità corporea e si intrufolano negli spazi più stretti
  • La loro incredibile capacità è stata anche oggetto di studi, essendo paragonati ad un “liquido” in grado di adattarsi al contenitore
  • L’estrema flessibilità dei gatti è dovuta alla particolare struttura ossea e alla conformazione del cingolo scapolare
  • Nei gatti le scapole non sono legate ad altre ossa e sono attaccate al resto del corpo solo dai muscoli
  • Questa caratteristica rende il corpo estremamente flessibile consentendo al gatto di entrare in piccoli spazi per nascondersi o per cacciare le prede

 

I gatti sono animali agili e scattanti, con un incredibile senso dell’equilibrio e una flessibilità ai limiti dell’incredibile. Non è raro vederli intrufolarsi negli spazi più angusti, negli angoli più irraggiungibili o ritrovarseli in contenitori di ogni tipo all’apparenza troppo piccoli per contenerli.

Il gatto quasi come un liquido

La loro flessibilità corporea è tale che in diverse occasioni sembra addirittura che si adattino al contenitore quasi come fossero un “liquido”. Il ricercatore Marc-Antoine Fardin, fisico dell’Università di Parigi, ha studiato la proprietà di adattamento dei gatti ai contenitori, vincendo nel 2017 l’IG Nobel per la Fisica, il premio per le ricerche scientifiche più assurde che prima fanno ridere e poi pensare. Lo scienziato è partito dal presupposto che se un liquido è tradizionalmente definito come un materiale che adatta la sua forma ad un contenitore, i gatti sembrano rientrare perfettamente in questa definizione.

Il cingolo scapolare

Ma a cosa è dovuta l’estrema flessibilità dei gatti? La risposta è nella loro anatomia e in particolare nella conformazione del cingolo scapolare. Nell’uomo questa struttura ossea è costituito dalle scapole e dalla clavicola. Le ossa, collegate tra loro, forniscono un supporto rigido ai muscoli del braccio. Nei gatti invece, le scapole sono attaccate al resto del corpo solo dai muscoli e non da altre ossa, così come le clavicole che, in proporzione all’uomo, sono anche molto più piccole.

Durante l’evoluzione della specie, queste caratteristiche hanno reso il corpo del gatto estremamente flessibile e in grado di adattarsi a piccoli spazi, consentendogli di nascondersi in situazioni di pericolo o di cacciare piccole prede come i topi, assicurandogli la sopravvivenza.

Posizionarsi in un piccolo contenitore permette inoltre ai felini di conservare meglio la loro temperatura corporea, che è compresa tra i 38 e i 39 °C, e questo li porta a cercare gli angoli più caldi della casa.

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I gatti riescono a “misurare” lo spazio in cui si trovano grazie ai baffi, che costituiscono un sistema di navigazione molto sensibile e trasmettono informazioni sull’ambiente circostante. Attraverso le terminazioni nervose dei baffi sono in gradi di sapere se riescono a passare in un piccolo spazio oppure se devono trovare una soluzione alternativa.

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