Altro che perdita di tempo: il gaming diventa quasi una terapia
- Uno studio scientifico dimostra che i videogiochi aumentano la materia grigia nel cervello
- L’esperimento ha coinvolto adulti che hanno giocato per due mesi a Super Mario 64
- Sono cresciute aree legate a memoria, strategia e coordinazione
- I videogiochi possono aiutare a contrastare ansia, depressione e stress
- Il miglioramento è maggiore in chi prova più divertimento durante il gioco
Giocare ai videogiochi non è solo un passatempo, ma potrebbe diventare un vero alleato per la mente. Secondo uno studio del Max Planck Institute, il gaming è in grado di aumentare la materia grigia del cervello, ribaltando definitivamente il vecchio stereotipo del tempo “buttato” davanti allo schermo.
L’esperimento, condotto a Berlino, ha coinvolto un gruppo di adulti impegnati per due mesi con Super Mario 64. I risultati, osservati tramite risonanza magnetica, hanno mostrato cambiamenti concreti e misurabili nella struttura cerebrale.
Il cervello cambia davvero mentre giochi
Le aree coinvolte non sono marginali. Si tratta di zone fondamentali per il funzionamento quotidiano: l’ippocampo, legato alla memoria e all’orientamento, la corteccia prefrontale, responsabile della pianificazione e delle decisioni, e il cervelletto, che coordina movimenti e riflessi.
In altre parole, mentre si gioca non si sta solo passando il tempo, ma si attiva un vero e proprio allenamento cognitivo. Un’attività che stimola diverse funzioni mentali contemporaneamente, combinando logica, coordinazione e capacità di adattamento.
Non solo divertimento: effetti su ansia e stress
Gli effetti non si fermano alla struttura del cervello. Secondo gli esperti del Charité University Medicine, questo tipo di stimolazione potrebbe essere utile anche per affrontare disturbi come ansia, depressione e stress post-traumatico.
Il motivo è semplice: i videogiochi favoriscono la cosiddetta plasticità cerebrale, ovvero la capacità del cervello di modificarsi e adattarsi. Un processo fondamentale nei percorsi terapeutici, che in questo caso passa attraverso un’attività percepita come piacevole e non invasiva.
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Più ti diverti, più il cervello risponde
Un aspetto particolarmente interessante emerso dalla ricerca riguarda il ruolo del coinvolgimento personale. I benefici sono risultati più evidenti nei partecipanti che provavano maggiore divertimento e motivazione durante il gioco. In sostanza, il piacere diventa un fattore attivo nel processo: più l’esperienza è coinvolgente, più il cervello reagisce e si modifica. Un dettaglio che rafforza l’idea del gaming come strumento non solo ludico, ma anche potenzialmente utile per il benessere mentale.

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- https://www.pokemonmillennium.net/nintendo/172990-giocare-ai-titoli-nintendo-rende-piu-intelligenti-lo-dimostra-uno-studio/
- https://www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mondo/esperienze-e-opinioni/12567-no-conferme-per-i-giochi-di-stimolazione-cerebrale-ma-la-ricerca-indica-le-attivita-con-benefici-cognitivi
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