Gladiatori dell’Antica Roma: atleti aitanti o vegetariani mollicci?

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Gladiatori dell’Antica Roma: atleti aitanti o vegetariani mollicci?

| 21/03/2020
Gladiatori dell’Antica Roma: atleti aitanti o vegetariani mollicci?

I gladiatori dal fisicaccio scolpito potrebbero essere quanto di più lontano dalla realtà sia mai esistito.

  • La forma fisica dei gladiatori della Roma antica potrebbe risultare un po’ lontana dalle nostre visioni idealizzate
  • Grazie al ritrovamento di un cimitero di gladiatori in Turchia, è stato possibile risalire alla dieta nonché alla conseguente forma fisica degli atleti
  • Una grande quantità di legumi e cereali a scapito di pochissime proteine
  • La dieta diversificata e ricca di carboidrati era indispensabile per garantire ai gladiatori un fisico adatto alla lotta

Se immaginate i gladiatori dell’antica Roma come dei sex symbol tutti muscoli ed armatura, potremmo avere delle brutte notizie per voi. Grazie al ritrovamento, nel 1993, di un cimitero di gladiatori ad Efeso, in Turchia, è stato possibile risalire alla dieta degli atleti dell’Impero e alla loro conseguente forma fisica. I loro pasti pare fossero provvisti di grandi quantità di legumi e cereali, carboidrati utili a tenerli in forze, piuttosto delle proteine osannate dai più famosi bodybuilder moderni. I gladiatori erano cicciotti e la motivazione era più che sacrosanta.

Ricordiamo che, oltre agli schiavi, molti uomini liberi decidevano di unirsi alla “causa”, attratti dalla gloria che una disciplina come questa poteva offrire. Le scuole di gladiatori erano equiparabili a club sportivi moderni, con atleti che si allenavano duramente e sui quali si poteva investire. Di conseguenza avevano una loro specifica dieta, composta da orzo, grano, fagioli ed una strana bevanda a base di cenere vegetale. La frugalità dell’alimentazione non era dovuta a condizioni socio-economiche quanto piuttosto ad una volontà di mantenere il corpo in linea con gli standard di lotta dell’epoca. Si credeva infatti che uno spesso strato di grasso proteggesse i muscoli e, di conseguenza, rendesse i lottatori meno inclini ad infortuni.

Gladiatori mollicci, come afferma il medico Galeno di Pergamo.

Un’armatura di grasso, prima ancora di una protezione esterna, poteva fornire una barriera naturale a ferite da taglio, contribuendo a lasciare intatti gli organi interni. Ma ciò non significa che i gladiatori di un tempo fossero paragonabili ai lottatori di Sumo. Sotto lo strato di grasso era presente una forma fisica splendidamente scolpita, risultato di giornate passate ad allenarsi duramente e a mangiare a più non posso. La volontà ultima era diventare egli enormi colossi, in parte per proteggersi ed in parte per avere un vantaggio dettato da una forma fisica pesante ed imponente.

L'alimentazione dei gladiatori

Fonte: Pixabay

Quel che è giunta sino a noi è l’immagine distorta di un atleta raffigurato come perfettamente scolpito poiché idealizzato. L’arte scultorea ha attraversato infiniti mutamenti, stilistici e formali, facendo giungere sino a noi uno specchio di tempi mentali e non della realtà effettiva. Il fisico idealizzato, con una pioggia di muscoli, li ha trasformati in sex symbol straripanti sex appeal. Ci ha permesso, inoltre, una sequela di film hollywoodiani avvincenti, i quali sarebbero forse apparsi un pelo diversi con una ventina di chili in più.

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