Google è peggiorato: i risultati di ricerca sono meno soddisfacenti

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Google è peggiorato: i risultati di ricerca sono meno soddisfacenti

| 24/04/2024
Fonte: Pxhere

Non riesci a trovare quello che cerchi su Google? Ecco perché la qualità dei contenuti si è abbassata

  • Molti utenti, negli ultimi tempi, hanno notato che i risultati di ricerca offerti da Google sono qualitativamente più bassi
  • Un team di informatici tedeschi ha condotto uno studio della durata di un anno per verificare se fosse effettivamente così
  • La risposta è sì: Google è peggiorato
  • Tutta colpa dei criteri per mezzo dei quali gli algoritmi “premiano” i contenuti, collocandoli nelle posizioni apicali tra i risultati di ricerca
  • Secondo gli esperti la situazione è destinata a peggiorare

 

Avete l’impressione che ultimamente i risultati di ricerca mostrati da Google siano meno soddisfacenti? Si tratta di ben più di un’impressione: il motore di ricerca è effettivamente peggiorato. Uno studio condotto da un team di informatici tedeschi, infatti, ha esaminato le procedure di navigazione giungendo alla conclusione che i contenuti su internet sono qualitativamente più bassi.

Nel corso della loro ricerca, durata un anno, gli esperti si sono concentrati sulle cosiddette query, ovvero le frasi digitate dagli utenti per trovare le informazioni di loro interesse. In particolare, il gruppo si è focalizzato sulle query relative allo shopping e ai beni di consumo. Dopo aver monitorato quasi 7.400 stringhe, gli informatici hanno notato che ad aver guadagnato le posizioni apicali sul motore di ricerca sono i contenuti spam, a discapito delle informazioni utili e di qualità, che hanno perso i primi posti tra i risultati di ricerca.

Un problema di difficile risoluzione

Vi state chiedendo come sia potuto accadere? Il problema deriva dal fatto che i contenuti di bassa qualità applicano alla lettera i criteri di ottimizzazione richiesti da parte dei motori di ricerca, convenzionalmente indicati con l’acronimo SEO (Search Engine Optimization). Così facendo, sono riusciti a spodestare tutte le altre pagine, che in realtà offrono informazioni più utili e meritevoli.

Come si può ovviare al problema? Sarebbe necessaria una revisione radicale degli algoritmi da parte dei colossi tech. La questione, però, è tutt’altro che facile da risolvere. Marissa Mayer, ex dirigente di Google ed ex Ceo di Yahoo, ha spiegato: “Quando ho iniziato a lavorare in questo settore internet era composto da circa 30 milioni di pagine, ed era controllabile piuttosto facilmente. Oggi, invece, ve ne sono più di mille miliardi“.

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Senza contare, poi, che con l’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa il numero di indirizzi web realizzati dai chatbot aumenterà esponenzialmente, facendo sì che le pagine create con il solo scopo di raccogliere introiti pubblicitari finiranno per affossare quelle che offrono i contenuti migliori.

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