Hotel da incubo: mamma racconta il soggiorno “peggiore di sempre”

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Hotel da incubo: mamma racconta il soggiorno “peggiore di sempre”

| 21/10/2021
Fonte: Pexels

Una donna ha rivelato tutti i dettagli del soggiorno in un hotel da incubo: muffa alle finestre, tavoletta del water sporca e pavimento appiccicoso

  • Una donna si è recata a Manchester per accompagnare la figlia all’università
  • Ha soggiornato due notti in un hotel da incubo spendendo 154 euro
  • Un posto con muffa alle finestre e la tavoletta del water sporca
  • Il pavimento era così appiccicoso che si attaccavano le scarpe
  • Booking.com si è scusato ed ha rimborsato interamente il soggiorno

 

Pagare 154 euro per due notti nell’hotel da incubo “peggiore di sempre”. Questa l’esperienza raccontata da una mamma londinese recatasi a Manchester per accompagnare la figlia all’università. La donna ha parlato del suo memorabile soggiorno presso il Victoria Park Hotel: “Non era il posto più costoso, quindi non mi aspettavo di trovare il lusso, tuttavia non credevo nemmeno di poter vedere tutto ciò. Non so se sono state peggio le tracce di escrementi sulla tavoletta del water, la finestra piena di muffa, sporca e che non si chiudeva, o i capelli attorcigliati nel tappo della doccia”.

“Il pavimento si attaccava alle nostre scarpe”, ha aggiunto. Secondo quando raccontato dalla donna, un membro del personale avrebbe usato la stessa chiave per aprire più stanze. Quella sera, quando la figlia piccola si è addormentata, la mamma è andata a preparare una tazza di tè ma il bollitore non funzionava. Dopo aver provato tutte le prese di corrente presenti nella stanza si è resa conto che anche le lampade non funzionavano. “A quel punto ho capito che non c’era elettricità”, ha detto.

Booking.com si è scusato ed ha rimborsato interamente il soggiorno

“Ero intrappolata in una stanza sporca e puzzolente, senza telefono e senza elettricità e finestre che non si chiudevano. Non avevo intenzione di lasciare mia figlia incustodita in un posto dove una chiave apre più stanze, e andare a cercare aiuto alla reception”. La donna ha raccontato che persino le bustine di tè erano ammuffite.

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Booking.com si è scusato per l’esperienza da incubo vissuta da questi ospiti dell’hotel e gli ha offerto un rimborso totale da spendere in un altro viaggio. “La salute e la sicurezza dei nostri clienti è una priorità fondamentale per noi di Booking.com, così come proporre alloggi che soddisfino le aspettative dei viaggiatori, cosa che chiaramente non è successa in questo caso”, ha affermato un portavoce dell’azienda. “Ci siamo messi in contatto con la cliente offrendoci di rimborsarle il soggiorno”.

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