La fatica decisionale: cosa comporta e come si supera

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La fatica decisionale: cosa comporta e come si supera

| 12/05/2022
Fonte: Pexels

Il cervello prende circa 35.000 decisioni al giorno che si ripercuotono sul rendimento mentale di ogni persona

  • Ogni giorno il cervello prende più di 35.000 decisioni, superando le 40.000 in persone più impegnate
  • Come per la fatica fisica dopo uno sforzo, ogni scelta che la persona compie consuma una parte di risorse interne
  • La stanchezza da decisioni si verifica quando ci si sente sopraffatti di fronte a scelte, non importa quanto grandi o piccole siano
  • Tra i sintomi ci sono facile irritabilità, difficoltà a far fronte a determinate situazioni con cui normalmente non si hanno problemi, difficoltà ad elaborare le informazioni in arrivo
  • Uno dei rimedi è di suddividere le decisioni tra quelle che possono essere automatizzate, anticipate e delegate, per alleggerire il carico emotivo e lo stress del cervello

 

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, non prende decisioni importanti dopo le 17.00. Questo perché ritiene di non essere abbastanza lucido per fare scelte ponderate. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, appare in pubblico sempre con la stessa maglietta grigia a maniche corte per non dover pensare all’abbigliamento e dedicarsi a questioni più importanti. A prima vista possono sembrare scelte esagerate di personaggi pubblici eccentrici, ma ci sono delle solide motivazioni dietro questi comportamenti.

Ogni decisione comporta uno sforzo mentale

Ogni giorno il cervello prende più di 35.000 decisioni, superando le 40.000 in persone più impegnate. Che si tratti di preparare la colazione o decidere i vestiti della giornata o cosa mangiare a pranzo, la mente è sottoposta a continue sollecitazioni. Quando si arriva a sera esausti, senza capirne il motivo, è probabile che si stia vivendo un affaticamento decisionale.

La capacità degli esseri umani di controllare il proprio comportamento non è illimitata e può andare incontro ad esaurimento. Come per la fatica fisica dopo uno sforzo, ogni scelta che la persona compie consuma una parte di risorse interne che non possono più essere utilizzate per le successive valutazioni.

I sintomi

«Questa condizione, detta anche stanchezza da decisioni, si verifica quando ci si sente sopraffatti di fronte alle scelte, non importa quanto grandi o piccole siano» ha affermato Lynn Bufka, ricercatore dell’American Psychological Association. «Può essere difficile da individuare poiché si accumula nel tempo, ma ci sono dei segnali di avvertimento, come una facile irritabilità, difficoltà a far fronte a determinate situazioni con cui normalmente non si hanno problemi, difficoltà ad elaborare le informazioni in arrivo».

L’affaticamento decisionale può compromettere la capacità di giudizio e spingere a prendere decisioni affrettate, oppure ad evitare del tutto il processo decisionale. La persona diventa incapace sulle opzioni a disposizione, assume un atteggiamento passivo nei confronti di qualsiasi nuova situazione, facendo scelte che appaiono impulsive o irrazionali. Può arrivare ad avere reazioni esplosive, in quanto in uno stato di stanchezza decisionale le emozioni sono percepite in maniera più intensa e quella che può essere una piccola seccatura può apparire agli occhi della persona come un problema enorme.

Le soluzioni

«Uno dei modi migliori per ridurre la stanchezza da decisioni è di automatizzare una serie di attività da fare ogni giorno» ha affermato Grant Pignatiello, ricercatore clinico presso la Case Western Reserve University di Cleveland. «C’è una ragione per cui alcuni amministratori delegati indossano lo stesso tipo di vestiti ogni giorno: devono prendere molte decisioni che riguardano molte persone e vogliono assicurarsi di avere tutte le risorse disponibili per farlo».

Uno dei possibili rimedi infatti è l’automazione delle risposte. Avere cioè una routine per le azioni quotidiane e risparmiare le decisioni per altri argomenti. Se si ha ad esempio in programma la palestra, bisogna rispettarlo senza decidere ogni volta se andare o meno, così come se a colazione c’è qualcosa che piace particolarmente, bisogna attenersi a questo senza variare e scegliere nuove cose ogni mattina, riservando le proprie energie mentali a questioni più importanti.

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Un’altra strategia è quella di prendere in anticipo tutte le decisioni possibili per evitare il sovraccarico in un determinato periodo di tempo, oppure delegare ad altri una parte delle questioni. In casa, ad esempio, è utile suddividere il carico delle decisioni con altri componenti della famiglia per ridurre il carico di stress sul cervello. È consigliato inoltre riservare le decisioni più importanti al mattino, quando le risorse mentali sono maggiori ed evitare il perfezionismo, che aumenta il senso di frustrazione.

L’affaticamento decisionale è comune in molte persone ed è, quindi, utile conoscere il fenomeno ed imparare a gestirlo per ottimizzare le risorse interiori e promuovere il proprio benessere quotidiano.

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