L’indagine Eurispes rivela che solo un’esigua minoranza riesce a mettere un freno alle notifiche e alla dipendenza da smartphone
- Soltanto il 12,7% degli italiani applica strategie concrete per ridurre l’uso quotidiano dello smartphone
- Tra chi si autoregola il 27,9% spegne le notifiche e il 27% imposta timer e limiti alle applicazioni
- Più dell’83% degli intervistati ammette di trascorrere online molto più tempo di quello che aveva previsto
- Il 77,5% delle persone tiene lo smartphone nella stessa stanza da letto durante tutta la notte
- Oltre il 36% di chi applica limiti dichiara di aver raggiunto pienamente i propri obiettivi di disconnessione
Mentre la maggior parte delle persone trascorre le proprie giornate con lo smartphone perennemente in mano, esiste una piccola oasi di resistenza consapevole. Secondo i dati dell’indagine Eurispes pubblicata a settembre 2026, appena il 12,7% degli utenti ha adottato strategie concrete per limitare la connessione continua. A fronte di una vasta platea in cui il 30,4% ammette di voler ridurre il tempo online senza però fare nulla, chi ci prova si affida a gesti tutt’altro che eroici. Tra coloro che si autoregolano, la mossa più gettonata è il silenzio delle notifiche scelto dal 27,9%, seguito da timer sulle app al 27%.
La vera trappola del digitale risiede nella sua capacità di vaporizzare il tempo attraverso micro-accessi di pochi secondi ripetuti continuamente. L’indagine rileva infatti che solo l’11,2% della popolazione monitora con precisione le proprie ore sullo schermo tramite applicazioni dedicate, mentre il 52,9% va semplicemente a stima e il 35,9% ammette una totale ignoranza. Questo consumo inconsapevole porta l’83,9% degli intervistati a rimanere online più del previsto e il 70,8% a percepire un netto spettro dello spreco del proprio tempo libero.
La conquista di oasi offline tra tavola, letto e piccoli spazi liberi
Costruire un confine reale non richiede un’uscita drastica da WhatsApp, ma la difesa di specifici momenti della giornata quotidiana. Attualmente il 69,9% delle persone usa il telefono durante i pasti e il 66,7% lo controlla a letto appena sveglio o prima di dormire, con il 77,5% che lo tiene sul comodino tutta la notte. Per contrastare l’invasione che porta lo smartphone in bagno nel 55% dei casi o a tavola nel 65,2% dei pasti in solitaria, il 16,7% di chi applica strategie ha creato spazi liberi dai dispositivi durante la cena o in famiglia.
I risultati di queste piccole scelte quotidiane appaiono positivi per la percezione personale di chi decide di provarci davvero. Tra chi applica questi limiti, il 36,3% dichiara di aver raggiunto i propri obiettivi e il 44,4% di esserci riuscito almeno in parte, mentre solo il 10,4% ha abbandonato l’impresa. Considerando che il 26,6% degli utenti generali — quota che supera il 40% tra i giovani tra 18 e 34 anni — ha tentato invano di disconnettersi, la chiave per proteggere la mente consiste nell’eliminare i richiami automatici delle notifiche.

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- https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/psicologia/la-regola-del-silenzio-digitale-i-piccoli-gesti-quotidiani-per-entrare-a-far-parte-di-quel-12-che-protegge-la-propria-mente/
- https://eurispes.eu/news/tecnologie-digitali-e-salute-mentale-indagine/
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