La spesa quotidiana di un legionario qualunque.

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Tempi duri per un soldato che non ha guerre a disposizione per cui combattere. Ma siamo esseri umani, e il tempo, in un modo o nell’altro, va ingannato. 

L’andatura è rilassata, i muscoli sciolti, la postura è quella degli istanti prima dei migliori suicidi per disperazione e tristezza. Il cesto della spesa contiene molto probabilmente alcolici, che serviranno per avere rifugio momentaneo da una vita che ha perso il suo valore e svuotata dell’anima. L’armatura è ancora intatta, non sia mai che il cassiere faccia lo splendido e ci sia bisogno di uscire la spada. Se si potesse rappresentare la tristezza, non lo si potrebbe fare meglio. E’ realmente così la vita di un uomo nato soldato senza una guerra da combattere? Probabilmente sì. O probabilmente peggio.

In periodi di pace, bisogna tornare ad apprezzare le piccole cose quotidiane. Come fare la spesa in un supermercato, portare i bambini a scuola o rilassarsi leggendo un buon libro in un parco soleggiato. Ma se la guerra la porti dentro, la vedrai ovunque. Nella tua testa, combatterai per avere l’ultimo filetto senza grasso, porterai i bambini a scuola più velocemente degli altri bucando loro le gomme e duellerai nel parchi per far valere le tue ragioni, ed ottenere i pochi spazi d’ombra rimasti in un caldo giorno di Luglio.

Abbiamo raccolto alcuni dei migliori commenti che avete postato sotto all’immagine di questo legionario totalmente fuori luogo, confinato in un’epoca totalmente sbagliata in un luogo totalmente ridicolo. Eccoveli serviti con un po’ di timore di ritorsioni:

 

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